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Ma quale crisi. Al governo lo stipendio aumenta

Il cittadino s’immagina che austerity e spending review abbiano prodotto chissà quali risparmi e alla fine resta deluso. Perché la revisione della spesa pubblica da Mario Monti a Matteo Renzi...

Il cittadino s’immagina che austerity e spending review abbiano prodotto chissà quali risparmi e alla fine resta deluso. Perché la revisione della spesa pubblica da Mario Monti a Matteo Renzi passando per Enrico Letta non ha toccato affatto le puste paga dei dipendendi del governo, anzi. In due anni chi lavora a Palazzo Chigi ha visto aumentare la propria busta paga, alcuni addirittura del 30%. Miracoli italiani. Due anni di spending review hanno prodotto aumenti delle tasse, introduzione dell’Imu, manovre finanziarie da lacrime e sangue che hanno impoverito gli italiani, limitandone ulteriormente il potere d’acquisto. Ma a Palazzo Chigi l’ausoterity non si è sentita, anzi è avvenuto l’esatto contrario. Gli stipendi dei manager sono cresciuti del 25%, in alcuni casi addirittura del 30%, quelli dei dipendenti di seconda fascia sono invece aumentati del 10-15% fra il 2011 e l’inizio del 2014. È tutto nero su bianco sul sito del governo, che all’interno della sezione trasparenza pubblica le tabelle con gli emolumenti dei dipendenti di palazzo Chigi: basta confrontare il livello delle retribuzioni alla fine dell’ultimo governo Berlusconi - il primo dato aggiornato è infatti al novembre 2011 - con il dato disponibile al 3 decembre 2013. In due anni gli italiani hanno visto piovere sulla propria testa tasse a ripetizione e diminuzione dei servizi. Per non parlare della disoccupazione: migliaia di cittadini hanno perso il posto. A palazzo Chigi però sono andati a casa solo i collaboratori di premier e ministri senza portafoglio e qualche precario è stato anche assunto a tempo indeterminato.

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