Come aveva preannunciato Casaleggio, si è concretizzato ieri sera l’atteso ritorno televisivo di Beppe Grillo. Intervistato in Toscana dal direttore del TgLa7 Enrico Mentana, per la trasmissione Bersaglio Mobile , il leader del M5S ha spaziato a 360 gradi affrontando, come sempre con poca diplomazia, i temi della vita politica italiana: dalla legge elettorale al governo Renzi, dai rapporti con l’Unione Europea al potere delle banche. Grillo non ha risparmiato nessuno e nei 66 minuti d’intervista ne ha avute per tutti, da Letta alla Boldrini, da Napolitano a Monti. Nel mirino, in particolare il premier Renzi, definito «schiocchino, ebetino, pupazzo, finto falso, bambinone e bamboccio». Sul rottamatore il comico ha le idee chiare: «È spietato, cattivo, è uno che mente sapendo di mentire. Se la gente alle prossime elezioni voterà uno così vuol dire che siamo un Paese da recuperare». Grillo è tornato anche sulla famosa diretta streaming con Renzi per spiegare il suo comportamento che persino molti attivisti 5 Stelle non avevano gradito: «Prima di iniziare mi aveva trattato con snobismo, dicendomi che non voleva la mia fiducia, non gli interessava, voleva solo che ascoltassi il suo programma. A quel punto ho deciso di non stare lì in forma passiva a sentire le sue favole. Non ha trovato neanche 90 milioni per la Sardegna, colpita dall’alluvione, figuriamoci se trova 30 miliardi di euro». Il comico genovese ha voluto spiegare anche il cambiamento della sua strategia che, prima del ritorno in tv, lo ha visto negli ultimi giorni protagonista sui giornali: «Sono stanco di sentire balle su di noi, io non vado nei talk show dove la gestione della comunicazione è prefabbricata e non mi lasciano parlare. Per questo ho scelto di fare un’intervista presso la rete che fa informazione meno peggio. Sono stanco anche di sentire balle sull’Europa». È proprio l’Europa il tema che sta più a cuore a Grillo, l’argomento a cui dedica più tempo e passione: «L’Ue deve tornare quella che era una volta, quella dei padri fondatori, altrimenti non ha più senso starci. Questa non tiene conto delle economie più deboli. La Grecia avrebbe potuto facilmente essere salvata, ma si è scelto di non farlo». Il debito dell’Italia, che definisce per ben tre volte «immorale», è il nodo centrale da affrontare al più presto: «Pagheremo quello che possiamo pagare, come fece la Germania dopo la seconda guerra mondiale, come hanno fatto tanti altri Stati. La storia della crisi è una favola che si racconta alla gente, noi tra entrate e uscite siamo in attivo, ci rovinano gli interessi sui debiti che regaliamo alle banche tedesche e francesi. Se l’Ue non accetta di rivedere questi trattati è possibile fare una rescissione unilaterale». Per le elezioni europee il leader del Movimento 5 Stelle apre le porte persino a un’alleanza: «Vedremo, non ho alcun preconcetto, se ci sono partiti che hanno un programma simile al nostro si potrebbe anche fare» e propone il recall come negli Stati Uniti «se un eletto viene sconfessato dalla base che lo ha votato deve andare via e pagare una penale di 250 mila euro. I candidati li sceglieremo on line». Grillo affronta anche il delicato tema dell’emorragia di deputati e senatori del Movimento 5 Stelle: «Sono stati sfiduciati dalla rete, io neanche li conosco, li ho visti due, tre volte. Questa è la democrazia», prima di svelare un retroscena: «Un mese prima delle elezioni ho pranzato insieme all’ambasciatore inglese che mi ha detto che al piano di sopra c’era Enrico Letta che mi aspettava per incontrarmi». Secondo il comico genovese «Bersani è stato mandato al macello dai suoi. Lui ha sbagliato perché voleva solo i voti in Senato e non ha risposto alle nostre proposte, ma era già stato tutto deciso prima, in Italia funziona sempre così». Nella lunga lista dei bocciati, oltre all’Italicum «neanche la legge Acerbi ai tempi del fascismo aveva un premio di maggioranza così», ci sono Napolitano «che si è raddoppiato l’incarico e ha fatto sparire un’intercettazione», Monti «il curatore fallimentare delle banche», la Lega «un movimentino che non ha nulla a che fare con noi», la Boldrini «non ha le sembianze di un Presidente della Camera, è una incompetente che è stata messa lì da un partito che ha il 3% e sta per scomparire».
Grillo attacca il Pd: «Letta tramò contro Bersani»
«Voleva incontrarmi a un mese dalle elezioni, era tutto deciso prima delle consultazioni»
