Borse di studio in arrivo per gli studenti di Madaba «la classe dirigente di domani, nell’area mediorientale». Prosegue l’impegno del Movimento Cristiano dei Lavoratori in Terra Santa, «uno dei leit motiv delle attività di questo inizio secolo». Un impegno iniziato con la costruzione di case a Gerusalemme destinate a ospitare le giovani coppie cattoliche decise a rimanere in Terra Santa, circa 80 appartamenti in tutto. Quindi il sostegno alla costruzione dell’Università di Madaba, destinata a diventare il fulcro della formazione dei giovani in Medio Oriente, senza distinzione di razza né di fede religiosa. «Un impegno rigoroso», afferma il Movimento, portato avanti al fianco di Monsignor Fouad Twal, Patriarca Latino di Gerusalemme, che si spende da anni per convogliare nell’area il sostegno di tutti, «affinché quella terra tanto martoriata divenga un regno di pace e di sviluppo». Un impegno che proprio oggi, durante la seconda giornata del XII congresso del Movimento Cristiano dei Lavoratori, conoscerà un momento significativo, quando il Presidente Carlo Costalli consegnerà a Monsignor Twal le prime dieci borse di studio che il Movimento ha deciso di destinare ai giovani studenti. Sull’argomento è intervenuto di recente proprio Costalli: «La situazione nell’area preoccupa tutti e ci chiama a non lesinare alcuno sforzo per arrivare a una pace concordata – ha detto – favorendo al contempo il dialogo interculturale e interreligioso in un territorio che, storicamente, rappresenta una delle aree di crisi ad elevato rischio per i precari equilibri della pace in Medio Oriente e, più in generale, in tutto il bacino del Mediterraneo». Per questo, ha spiegato Costalli, «il Mcl continuerà anche quest’anno a dare il suo apporto concentrandosi, soprattutto, sull’Università di Madaba, con borse di studio per studenti che la frequentano e che provengono da oltre trenta Paesi e che saranno domani la futura classe dirigente dell’area: una classe dirigente abituata a studiare insieme, a lavorare insieme, a vivere insieme, a camminare insieme (ci auguriamo in pace), pur nella diversità delle provenienze». Un progetto ambizioso, quello dell’Università di Madaba, la cui costruzione sta procedendo per lotti ed ha il motto accademico «Sapientia et Scientia»: l’ateneo ha iniziato le lezioni alla fine del 2011 e, una volta a regime, potrà ospitare (anche nel campus annesso) circa 8000 ragazzi provenienti principalmente dalla Giordania, ma anche da Iraq, Palestina, Stati Uniti, Siria, Nigeria, Israele, Australia, Croazia, Libia, Libano, Egitto, Marocco, Yemen. L’insegnamento è in lingua inglese e sette sono le facoltà con ventuno specializzazioni. Determinante per la riuscita del progetto la cooperazione con otto atenei stranieri di cui cinque italiani: le Università di Pavia, Genova, Enna, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Politecnico di Milano.
Costruire la pace in Medio Oriente è possibile. Si parte dalla scuola
Borse di studio in arrivo per gli studenti di Madaba «la classe dirigente di domani, nell’area mediorientale». Prosegue l’impegno del Movimento Cristiano dei Lavoratori in Terra Santa, «uno dei leit...
