Politica

Barroso avverte Matteo: «Rispetta i vincoli»

Sorrisetti tra il presidente Ue e Van Rompuy sulla maggiore «flessibilità». Il premier al consiglio europeo: «L’Italia non è uno studente fuori corso»

Matteo Renzi non è ancora atterrato a Bruxelles quando sembra profilarsi per lui una «prima» gelida al Consiglio d'Europa. Nel corso di una conferenza stampa che segue il «Trilateral Social summit» uno sguardo di intesa fra il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e il presidente del Parlamento Ue Herman Van Rompuy prima di rispondere a una domanda sulle richieste di maggiore flessibilità sui parametri del deficit arrivate dal premier italiano sembra infatti ricordare il sorriso ironico con il quale Sarkozy e Merkel, nell'ottobre del 2011, rispondevano a una domanda sulla fiducia riservata al presidente Berlusconi, che di lì a poco si sarebbe dimesso. Alla fine è Barroso a rispondere. «Ho preso nota delle dichiarazioni di Renzi degli ultimi giorni, specialmente quelle di Berlino: si è impegnato in un programma ambizioso di riforme e nel rispetto di tutti gli impegni europei». «È importante - scandisce - per la fiducia nell'Italia che si rispettino tutti gli impegni firmati e ribaditi in questi anni». Al premier, non appena messo piede a Bruxelles, non resta che replicare: «L'Italia sta rispettando tutti i vincoli. È uno di quei paesi che i vincoli li rispetta». Il botta e risposta a distanza agita il clima prima dell'incontro tra i due previsto nella sede della Commissione europea, tanto che i più cattivi pensano che a questo sia dovuta la cancellazione del punto stampa congiunto previsto in un primo momento. Renzi prova allora con una battuta a rompere il ghiaccio durante la stretta di mano di rito. «Questa volta non ho sbagliato bottone», scherza ricordando il bottone «saltato» a Berlino in occasione del bilaterale con Angela Merkel. Una battuta sulla sua Fiorentina, impegnata in Europa League contro la Juve, poi un faccia a faccia che va avanti per un'ora e mezza. «Ecco i compiti a casa», maligna qualche cronista straniero. In realtà arriva su twitter la «promozione» di Barroso. «Colloquio molto positivo con il primo ministro italiano Matteo Renzi. L'Europa supporterà le riforme in Italia», cinguetta postando la foto dell'incontro. Alle quattro e mezza ha quindi inizio il Consiglio europeo. Il segretario del Pd aspetta Angela Merkel e Francois Hollande all'apertura dei lavori, scambia con loro qualche sorriso, prova a giocare alla pari con i grandi. «L'Italia non viene qui da studente fuori corso ma come Paese che ha fondato l'Ue e che sta rispettando tutti i vincoli» spiega durante una pausa dei lavori. «Per questo - ammette non nascondendo un certo fastidio - faccio fatica a capire le polemiche relative alla disciplina di bilancio da rispettare». «Da una settimana - accusa - rispondo sempre alle stesse domande. Per i numeri delle riforme economiche annunciate dal Governo si tratta di aspettare qualche giorno quando arriverà il Def». Le coperture «sono fuori di dubbio». Durante i lavori il premier relaziona il Consiglio sulle riforme sul tavolo di palazzo Chigi: da quelle Costituzionali al fisco, dal lavoro alla Pubblica amministrazione. Di parametri di bilancio, di Fiscal compact non si parla. «Non abbiamo sondato i margini delle cifre», viene spiegato. «Stiamo rivoluzionando e cambiando l'Italia», insiste Renzi. Ma per cambiare l'Europa bisognerà aspettare.

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