Da ieri Silvio Berlusconi non è più il «Cavaliere». L’ex premier, infatti, ha deciso di autosospendersi dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro in seguito alla conferma in Cassazione dei due anni di interdizione dai pubblici uffici collegati alla condanna per frode fiscale nell’ambito del processo Mediaset. La decisione dell’ex premier è stata presa sostanzialmente per evitare l’onta di un’espulsione che ormai appariva certa. Ieri, infatti, si è tenuto il Consiglio Direttivo della Federazione che avrebbe dovuto concludere l’esame della posizione di Berlusconi. Ma, nel corso del Consiglio, è arrivata la lettera del leader di Forza Italia e così l’ente non ha potuto che prendere atto dell’autosospensione. Berlusconi era stato nominato Cavaliere del Lavoro da Giovanni Leone il 2 giugno 1977 per i meriti «nell’industria edile e nelle telecomunicazioni». Ma dopo la condanna per frode fiscale la sua esclusione dall’ordine era certa, dato che tra i requisiti per restare Cavalieri c’è anche l’«aver adempiuto agli obblighi tributari». Berlusconi è rientrato a Roma in mattinata e a pranzo ha riunito i vertici del partito per affrontare una volta per tutte il nodo delle candidature europee, soprattutto alla luce della sentenza della Cassazione che per due anni gli impedirà la candidatura - e il voto - in qualsiasi elezione. L’obiettivo resta trovare un escamotage per mantenere il nome dell’ex premier sulla scheda. E potrebbe essere raggiunto in due modi: il primo, quello certo, è che la parola Berlusconi sarà inserita nel simbolo del partito sotto la bandiera di Forza Italia. Il secondo, quello su cui si sta ancora discutendo, è la candidatura di una delle due figlie Marina e Barbara, con la prima che sarebbe tornata favorita. A «caldeggiare» una simile ipotesi parte del partito, da Mariastella Gelmini a Giancarlo Galan, ma a essere titubante sarebbe proprio l’ex premier, che vorrebbe evitare alle eredi il suo calvario giudiziario ed è sconsigliato in tal senso anche dagli amici «aziendali» Fedele Confalonieri ed Ennio Doris. Non è stato ancora sciolto, invece, il nodo delle candidature degli attuali parlamentari. Nel corso del pranzo con i capigruppo Brunetta e Romani, il capodelegazione di Forza Italia a Strasburgo Raffaele Baldassarre, Denis Verdini, Gianni Letta e Niccolò Ghedini, Berlusconi avrebbe aperto a una deroga per il solo Raffaele Fitto, capace di portare in doto un corposissimo pacchetto di voti nella circoscrizione sud per la competizione europea. Ma altre questioni «spinose», come quella di Claudio Scajola, non sono state affrontate.
Silvio non è più Cav ma resta nel simbolo
Berlusconi si autosospende da Cavaliere dopo la conferma dell’interdizione Il suo nome sarà in ogni caso sulla scheda per le europee. E si riparla di Marina