Politica

La Camusso in Europa è arrivata per prima

Laura Della Pasqual.dellapasqua@iltempo.it Susanna Camusso precede Renzi a Bruxelles. L’occasione è il vertice dei sindacati europei, e la sindacalista sentendosi tra «alleati» ne approfitta per...

Susanna Camusso precede Renzi a Bruxelles. L’occasione è il vertice dei sindacati europei, e la sindacalista sentendosi tra «alleati» ne approfitta per lanciare un paio di messaggi al governo e alle cancellerie dell’Eurozona. Oggi e domani si svolgerà il Consiglio europeo ma l’incontro che Renzi ha avuto a Berlino con il Cancelliere Angela Merkel lascia intendere che non ci saranno scostamenti dalla politica del rigore. Anzi il vertice sarà l’occasione per spronare i Paesi con deficit di bilancio ad andare avanti nel risanamento dei conti con poche concessioni per la flessibilità. Ecco quindi che la leader della Cgil ieri è ripartita all’attacco della «politica europea dell'austerità che rischia di penalizzare anche i risultati delle riforme nazionali». Il suo attacco non è solo alla politica comunitaria ma anche a Renzi che secondo la leader del sindacato è troppo accondiscendente verso questa linea. Secondo la sindacalista, Renzi ha sbagliato a non chiedere «margini di flessibilità all'Europa» e a non porre il problema di una revisione del fiscal compact. Continuare con la politica dell’austerità che sta dietro ai trattati europei, significa secondo Camusso, «destinare al fallimento molti degli annunci delle riforme». Ma c’è un’altra cosa che brucia al segretario della Cgil: l’abbandono da parte di Renzi della concertazione. Questo concentrare a Palazzo Chigi tutte le scelte ignorando le istanze delle parti sociali, relegando a un ruolo marginale soprattutto la Cgil. Una strategia che Renzi ha inaugurato sin dal primo giorno della sua legislatura, anche su materie, come quella del lavoro, che invece secondo la dindacalista andrebbero discusse con i sindacati. Così ieri la Camusso approfittando della platea europea ha incalzato di nuovo il governo. La sindacalista ha capito che la situazione le sta sfuggendo di mano e che soprattuto sulla questione delicata dei contratti a termine, Renzi vuole fare di testa sua. Ma la posizione del governo non coincide con quella della Cgil e ieri la leader sindacale ha ribadito ancora una volta che sulle nuove regole per le assunzioni a tempo determinato «il governo deve coinvolgere le parti sociali». Poi ha sottolineato che la riforma non andrebbe nel solco di quanto accade in altri Paesi europei. «Non c'è nessun Paese, neanche quelli che hanno contratti a termine a causale per un periodo lungo, che abbiamo al suo interno 8 rinnovi, al massimo ne hanno uno per aumentare le garanzie». La sindacalista ha anche bocciato il piano di tagli messo a punto dal commissario Cottarelli che comprende, tra le varie misure, decine di migliaia di esuberi nella pubblica amministrazione. «Mi sembra che le cose annunciate stiano nella vecchia logica dei tagli lineari e della compressione dell'occupazione, con effetti che sarebbero immediati e in una logica recessiva del Paese».

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