«Ho sentito con terrore le voci di un possibile taglio dell’Ice e questa è per me un’ipotesi raggelante». È quanto sostiene il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, durante l’inaugurazione della mostra-convegno Expoconfort. Secondo il numero uno dell’associazione di viale dell’Astronomia «occorre anzi investire di più, potenziandola». Squinzi è stato uno dei maggiori sponsor del premier Matteo Renzi. D’accordo con il presidente di Confindustria si è detto anche il viceministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda (che nell’associazione degli industriali è stato direttore dell’area strategica e affari internazionali) che ha ricordato come in passato l'Istituto del commercio estero sia già stato una volta chiuso per poi essere riaperto nel 2012 anche se sotto forma di agenzia. «Abbiamo anche raddoppiato la dotazione portandola a 60 milioni di euro dei quali 22 fermi dal '93. L'Ice - ha aggiunto - deve diventare un istituto "customer driver" perché abbiamo rinunciato al turismo e non possiamo rinunciare anche all’export altrimenti non ci resta che andare a giocare a racchettoni sulla spiaggia». Secondo Calenda quindi l’ipotesi di un taglio dell’Ice, «un’ipotesi di scuola mentre invece l’Istituto va potenziato certo monitorato per vedere le cose che vanno e quelle che non vanno».
Squinzi ora attacca: «Chiudere l’Ice? Ipotesi raggelante»
«Ho sentito con terrore le voci di un possibile taglio dell’Ice e questa è per me un’ipotesi raggelante». È quanto sostiene il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, durante l’inaugurazione...
