Confermati i due anni di interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi. Lo ha deciso la terza sezione penale della Cassazione. La pena accessoria è ora immediatamente esecutiva. La decisione, presa dopo 5 ore di camera di consiglio. I giudici, presieduti da Claudia Squassoni, ritenendo «irrilevanti» i motivi del ricorso presentato dal Cavaliere, hanno quindi accolto la richiesta del procuratore generale Aldo Policastro che di fatto chiedeva la conferma della sentenza dell'Appello bis del tribunale di Milano. Berlusconi dovrà anche pagare le spese processuali. I due anni di interdizione sono la pena accessoria collegata alla condanna, divenuta definitiva il primo agosto scorso, a 4 anni di reclusione (3 coperti da indulto) per frode fiscale comminata al leader di Forza Italia nell'ambito del processo Mediaset. La Cassazione, confermando la condanna, lo scorso agosto aveva però annullato con rinvio la prima sentenza di appello limitatamente al periodo di interdizione, che i giudici del merito avevano inizialmente fissato in 5 anni. Nelle sue motivazioni la Cassazione aveva spiegato che il periodo di 5 anni era risultato da un calcolo errato, per cui aveva ordinato ai magistrati milanesi di ripronunciarsi sulla pena accessoria. Questa, quindi, in ottobre, era stata fissata in due anni, ma tale verdetto era stato impugnato in Cassazione. Anche il sostituto pg della Suprema Corte, Aldo Policastro, aveva sollecitato il rigetto del ricorso della difesa di Ora l’attesa è per il 10 aprile quando i giudici di Milano deciderenno se concedergli i servizi sociali o fargli scontare nove mesi ai domiciliari. Delle beghe interne a Forza Italia, soprattutto quelle in vista della presentazione delle liste per le europee, ne vuol sapere ben poco. O meglio, come fanno sapere dalle parti di palazzo Grazioli, il Cav vuole disegnare la griglia dei nomi fuori dagli schemi correntizi, puntando su volti nuovi, anche a rischio di sacrificare qualche big della vecchia guardia azzurra. Da qui l'intenzione di confermare gli eurodeputati uscenti (dove spiccano molti seniores azzurri) e di escludere da Bruxelles chi è già parlamentare nazionale lanciando new entry sul modello di Giovanni Toti. Il leader azzurro, dunque, non vuol sentir più parlare di lotte tra le varie anime del partito, anche perchè incombe sempre di più la spada di Damocle del processo Mediaset. Nessuno, dunque, può sentirsi al sicuro. Nemmeno dei «mister preferenze» come Raffaele Fitto al Sud e Claudio Scajola nel Nord-Ovest. Tanti uomini di peso sul territorio rischiano di restare fuori. Qualcuno dice che l'ex premier usi il cosiddetto «cerchio magico» (formato dalla coppia Pascale-Rossi) come scudo. Per questo, cerca di stare lontano dai palazzi il più possibile, perchè è stanco delle processioni di deputati e senatori che chiedono di sciogliere il rebus delle candidature. Berlusconi avrebbe dato mandato ai fedelissimi di continuare la ricerca di facce nuove da inserire nelle liste. E la campagna elettorale, raccontano, sarà tutta tarata sul candidato «modello Toti». Tradotto, su personalità ad immagine e somiglianza del Cav. Difficilmente, quindi, spiegano ad Arcore, verranno scelti nomi che potranno offuscare l'ex direttore di Studio Aperto, cioè colui che è stato indicato in pompa magna come il volto nuovo di Forza Italia.
Mediaset, confermata l’interdizione
Lo ha deciso la Cassazione. Per due anni Berlusconi fuori dai pubblici uffici Ora l’attesa per il 10 aprile. I giudici decideranno se dargli i servizi sociali
