Politica

Il premier più credibile degli ultimi vent’anni? Per i grillini è De Mita

Il comico genovese lancia un sondaggio, votano trentamila simpatizzanti. Tra i preferiti anche Craxi e Letta. Bocciati il Cavaliere e Renzi

Il blog tira le somme: «Renzie può sbaragliare tutti i contapalle, ne ha i numeri. Dal Berlusconi con la promessa della eliminazione dell’Ici e della social card a Achille Lauro che per diventare sindaco di Napoli regalò ai potenziali elettori una scarpa con la promessa di dare anche la seconda se fosse stato eletto». Nel mirino del comico c’è soprattutto il programma che il premier ha lanciato pochi giorni fa: «Gli 80 euro di Renzie, senza copertura finanziaria, senza il supporto di un decreto legge, sono peggio delle scarpe di Lauro. Lui almeno una scarpa prima delle elezioni l’ha data. Gli 80 euro saranno in busta paga, se ci saranno, solo dopo le elezioni europee. Da un voto due scarpe, a un voto 80 euro (forse...)». Ma la notizia sorprendente del «sondaggio» riguarda i premier che non attirano le critiche dei simpatizzanti del blog. Non sono stati indicati direttamente, ma il risultato è comunque significativo. Oltre Renzi, Berlusconi e Prodi, i votanti potevano scegliere tra Craxi, D’Alema, De Mita, Letta e Monti. Il 7% ha indicato un altro nome, (qualche provocatore il comico genovese o «mia suocera»). Primo in assoluto, cioè il meno «contapalle», De Mita. Il quattro volte ministro, deputato dal 1963 al 2008, segretario della Dc, ha avuto soltanto 106 voti. È stato, dunque, il preferito. Craxi, invece, è stato scelto da 176 persone, apprezzato anche lui. A seguire Enrico Letta (323 voti) e Massimo D’Alema (703). Dal canto suo, Ciriaco De Mita, fa mostra di umiltà: «Io più apprezzato degli altri? Il risultato potrebbe essere causato soltanto dal non ricordo». Poi precisa: «Ci sarebbe una ragione per cui io possa essere considerato più credibile: nelle mie decisioni ho sempre evitato di fare propaganda». Per il resto, sui 5 Stelle, non si scompone: «Faccio una distinzione tra quelli che seguono il MoVimento e quelli che governano. I primi li capisco, sono come malati che giustamente si lamentano. I secondi, che dovrebbero fare i medici, non trovano la diagnosi e finiscono per urlare più dei malati». Non che Beppe Grillo non gli piaccia, pesa le parole De Mita: «Mi faceva più simpatia quando faceva il comico, la politica è un’altra cosa».

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