Raddoppiano le accuse per il neo sottosegretario alla Cultura del governo Renzi, Francesca Barracciu. La procura di Cagliari contesta spese per altri 45mila euro circa all'ex europarlamentare e vicesegretaria regionale del Pd, già iscritta nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sui fondi ai gruppi, per aver utilizzato impropriamente 33mila euro quando era consigliere regionale. Barracciu nei giorni scorsi è stata difesa dal premier. Renzi in più occasioni ha ribadito la sua volontà di non chiedere le dimissioni dell'indagata. Dopo aver ricevuto un invito a comparire, Barracciu è stata interrogata venerdì scorso dagli inquirenti che si occupano della delicata indagine che ha già coinvolto diversi politici sardi. Il sottosegretario - già vincitrice delle primarie del Pd per la corsa alle regionali della Sardegna prima di fare il passo in dietro che ha lasciato spazio alla vittoria di Francesco Pigliaru, eletto presidente lo scorso 16 febbraio - aveva già risposto alle domande degli inquirenti spiegando di aver utilizzato la cifra contestata per i numerosi viaggi istituzionali fatti in giro per la Sardegna. I riscontri di chi indaga, però hanno fatto emergere delle discrepanze su cui sono stati chiesti ulteriori chiarimenti. Dopo il secondo interrogatorio né l'interessata né i suoi difensori avevano voluto rilasciare dichiarazioni. All'indomani delle primarie da cui era uscita vincitrice, Barracciu aveva ricevuto un avviso a comparire perché coinvolta - assieme ad altri 32 consiglieri regionali del centrosinistra in carica dal 2004 al 2009 - nell'inchiesta bis per peculato sulle spese dei fondi destinati ai gruppi. L'indagine, prima del genere in Italia e che ha già portato alla condanna con rito abbreviato di Adriano Salis (ex capogruppo Idv) a un anno e otto mesi, ha avuto una svolta clamorosa con gli arresti di tre consiglieri in carica - l'ex capogruppo del Pdl e poi di "Sardegna è già domani" Mario Diana oltre a Carlo Sanjust e Sisinnio Piras del Pdl - e di un imprenditore, Riccardo Cogoni: oggi sono tutti tornati in libertà. CASO FORMAZIONE Francantonio Genovese, uno degli sponsor di Renzi in Sicilia, è stato arrestato questa mattina a Messina. Gli agenti della Squadra Mobile e della Sezione di polizia giudiziaria della Questura della città siciliana e del locale Comando Provinciale della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione alla notifica della richiesta di autorizzazione all'esecuzione di misura cautelare personale nei confronti del parlamentare e a quattro ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, a seguito di un provvedimento emesso dal G.I.P. Ai nuovi destinatari delle misure cautelari viene contestato il delitto di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, al peculato e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate al finanziamento di progetti formativi tenuti da numerosi centri di formazione professionale. Le indagini hanno permesso di accertare che i soggetti indagati, attraverso gli enti di formazione e società filtro appositamente create, grazie a prezzi gonfiati per l'acquisto di beni e servizi o, addirittura, a prestazioni totalmente simulate, sottraevano a loro vantaggio i fondi assegnati per lo svolgimento dei corsi di formazione. Il deputato del Pd ha dichiarato in un comunicato: "Per comprensibili ragioni di opportunità , non disgiunte dall'alto senso di rispetto che ho sempre avuto nei confronti delle istituzioni, dei colleghi di partito e dei parlamentari tutti, anticipo la mia determinazione ad autosospendermi dal Partito democratico e dal gruppo parlamentare". Genovese nella nota puntualizza: "Al momento, ho avuto contezza solo dei capi di imputazione e non delle ragioni a sostegno delle accuse mossemi. Sin da ora, tuttavia, anche alla luce di quanto emerso, in questi ultimi mesi, nel corso di un parallelo procedimento penale ed avuto riguardo alla documentazione già depositata agli inquirenti dai miei difensori, sono certo di poter fornire ogni chiarimento utile ad escludere la sussistenza degli addebiti che mi vengono contestati. Ciò farò, con serenità, in ogni sede, non esclusa quella Parlamentare".
I guai di Renzi tra Barracciu e Genovese
Il deputato messinese è stato arrestato questa mattina, mentre al neo sottosegretario sono state contestate spese per altri 45mila euro
