Politica

Sulla spending review il governo va in confusione

Palazzo Chigi smentisce a metà le anticipazioni del Tempo: "È solo una prima bozza". Ma Cottarelli conferma la "stima" di 85mila esuberi tra gli statali e fissa l'asticella dei risparmi: "5 miliardi, dipende della scelte che si fanno"

Al governo sono servite più di 24 ore per smentire quello che Il Tempo ha scritto ieri mattina (e oggi) pubblicando in anteprima il rapporto sulla spending review messo a punto dal commissario straordinario Carlo Cottarelli. E la smentita, purtroppo, lascia molto a desiderare. Da Palazzo Chigi, infatti, arriva la classica versione ufficiosa secondo cui fonte anonime "precisano che il documento sulla spending review, circolato nei giorni scorsi e ancora oggi su alcuni organi di informazione è soltanto una delle bozze e non la versione definitiva del lavoro del commissario". Contemporaneamente il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, fa uscire una nota in cui spiega che "in queste ore alcuni organi di informazione stanno alimentando un'interpretazione distorta del buon lavoro del commissario Cottarelli sulla revisione della spesa per il pubblico impiego; in particolare su pensionamenti, turnover ed eventuali esuberi. In questo modo il quadro che emerge risulta assolutamente infondato".  Insomma il buon lavoro c'è, sono le interpretazioni ad essere "distorte". Non c'è niente di meglio, quindi, di affidarsi alle parole del diretto interessato che, nel corso di un'audizione in Senato, conferma pur con qualche timidezza le anticipazioni del Tempo. Certo, anche lui, ribadisce che il documento consegnato "non è quello finale. Ho dato un documento al governo per ricevere osservazioni e il governo ha indicato che relazione finale dovrebbe essere pubblicata con il Def. Ho ricevuto suggerimenti di approfondire certe aree, sto lavorando per questo e c'è ancora tempo per fare revisioni". Al netto delle revisioni, però, i numeri restano. A partire dalla cifra totale dei risparmi. Una settimana fa Cottareli aveva parlato di 3 miliardi, oggi alza l'asticella a 5. Comunque meno dei 7 ipotizzati da Matteo Renzi: "Nel 2014 il risparmio massimo raggiungibile è di 7 miliardi se si fosse iniziata l'azione a gennaio, visto che sono passati mesi il numero è più basso. Sugli ultimi otto mesi, più o meno, si arriva a 5 miliardi. Io avevo indicato 3 miliardi prudenzialmente. Comunque c'è un margine, dipende dallo sforzo e dalle decisioni che si prendono".  Per esempio "il tema delle pensioni" che, aggiunge Cottarelli, dipende da "scelte politiche si puo' anche pensare che e' un comparto che non si vuole toccare". O anche quello della sicurezza: "Non si può certo ridurre il livello di sicurezza, è un area in cui si parla di sinergie, di ottenere servizi migliori ma spendendo meno". Insomma la palla è più che mai nella mani dell'esecutivo. Che dovrà decidere che fare anche con gli 85mila esuberi tra i dipendenti statali. "È un numero indicato come prima stima di massima che va affinato sulla base delle effettive riforme che dovranno essere chiarite nel 2014" sottolinea il commissario. Ma la stima, con buona pace di Palazzo Chigi, è proprio quella indicata dal Tempo.

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