Probabilmente il premier, ora che è atteso dall’esame dell’Europa, è diventato più prudente. Dopo aver incontrato il presidente francese oggi infatti volerà a Berlino dalla cancelliera Angela Merkel, mentre giovedì e venerdì dovrà partecipare al suo primo vertice europeo a Bruxelles. In nessuno dei due casi ci saranno aperture sulla possibilità di sforare quel tetto entro il quale l’Italia deve restare. Renzi lo sa ed è per questo che è diventato più cauto. Proprio per non allarmare i nostri colleghi europei. Diverso, probabilmente, sarà l’atteggiamento che terrà in Italia quando si troverà a dover fare i conti per trovare i soldi che servono per i famosi dieci miliardi utili a tagliare le tasse. Ieri sera Matteo Renzi, in un’intervista esclusiva al Tg5, ha comunque mandato un messaggio chiaro all’Europa: «Siamo l'Italia e se l'Italia fa l'Italia non deve avere paura di nessuno». «È chiaro quello che dobbiamo fare e lo faremo – ha proseguito il presidente del Consiglio – E questo Paese ha il diritto di dire che questa Europa deve cambiare. Non siamo gli alunni somari da mettere dietro lavagna». Per quanto riguarda il discorso che farà oggi alla Cancelliera tedesca, Renzi ha spiegato che la sua idea è «semplicemente di mostrare alla Merkel il percorso di riforme che l'Italia ha in testa, che non ha fatto nessuno in Europa in questo tempo. Se facciamo bene il nostro dovere, vedrete che potremo essere alla guida dell'Europa e non l'ultimo vagone, quello dei ritardatari». «Vado in Europa consapevole di rappresentare un grande Paese, di cui sono orgoglioso – ha proseguito il premier – Se delle volte abbiamo fatto degli errori, siamo pronti a rimediare». Poi l’obiettivo più ambizioso: «Noi non vogliamo guidare l'Europa per il prossimo semestre, ma per i prossimi venti anni. E, se ce la faremo, i nostri figli avranno diritto a un'Europa diversa». Ma Renzi ha affrontato anche il contestatissimo tema dei tagli al settore della Difesa, in particolare agli aerei F35, un argomento affrontato ieri dal ministro Roberta Pinotti e che ha messo subito in allarme le Forze Armate. «Continuiamo con i programmi internazionali, continuiamo con una forte Aeronautica – ha avvertito – ma quel programma sarà rivisto. In tutto risparmieremo circa 3 miliardi di euro dalla spese delle difesa». «Non tutti sugli F35 – ha rassicurato – ma anche dal recupero delle caserme e dalla riorganizzazione delle strutture militari». Infine il tema del lavoro. «A me interessano i ragazzi, non le discussioni degli addetti ai lavori, che siano sindacalisti o associazioni di categoria degli imprenditori» ha ripetuto parlando del decreto che semplifica il contratto di apprendistato, che «prima del nostro decreto era un incubo burocratico». «Il nostro provvedimento non significa più precarietà ma consentire ai ragazzi di lavorare. Il posto fisso per i giovani non c’è più da anni in Italia. La disoccupazione giovanile è passata al 42 per cento, mentre a Roma discutevano e parlavano. È più che raddoppiata». E allora, sottolinea, «il tema non è stare a discutere delle norme ma garantire la possibilità di assumere per chi vuole assumere».
Renzi: «Vado dalla Merkel a testa alta»
Oggi l’incontro con la Cancelliera. Giallo sullo sforamento del tetto del 3 per cento Confermati i tagli alla Difesa: «Risparmieremo 3 miliardi. Ma non solo con gli F35»
