Politica

Il Ministro vuole tagliare l’Aeronautica

Proposta shock di Roberta Pinotti: «Ci serve ancora la difesa aerea?» Poi precisa: «Le riduzioni di spesa saranno applicate a tutte le Armi»

«Capisco che tutti si facciano la domanda sul finanziamento degli F35, perché nell’immaginario collettivo si tratta di un cacciabombardiere e fa pensare a un velivolo di aggressione. Quando io ho detto che si può rivedere e tagliare, non pensavo solo agli F35. Ci servono l’Aeronautica e la difesa aerea? Questa è la domanda che dobbiamo farci, e sulla base di questo dobbiamo decidere». Con queste parole ai microfoni di Sky tg24, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha scatenato nuovamente il dibattito (e le polemiche) sull’acquisto dei 90 cacciabombardieri. «Il governo ha assunto l’impegno con il Parlamento di attendere le conclusioni di un indagine conoscitiva che è in corso. Io ho usato tre verbi: ripensare, rivedere e ridurre. E credo che questi verbi saranno applicati a tutti i programmi di spesa, non solo a quelle nel campo della difesa», ha spiegato poi Pinotti. Sempre in tema di risparmi, infatti, il ministro ha anche annunciato che il suo dicastero è pronto a chiudere 385 caserme o presidi per poter poi rivendere gli immobili. Per fare questo sarà allestita una task force attiva 12 ore al giorno. Tra i primi ad intervenire, l’ex ministro della Difesa e senatore dei Popolari per l’Italia, Mario Mauro, il quale ha espresso una posizione molto critica: «La questione della riduzione dei fondi alla difesa è un problema molto complesso sul quale, in linea generale, sono sempre contrario. Oggi ancora di più visto cosa sta accadendo in Crimea e in Ucraina. Capisco il difficile momento economico che sta attraversando il Paese - ha aggiunto Mauro - Penso tuttavia che i tagli alla difesa siano un errore strategico in un Paese avanzato come l’Italia». Reazioni positive alla proposta di Pinotti, invece, da parte del deputato Pd Enrico Gasbarra: «Sono da sempre convinto che la pace non si costruisca né con le armi né con le missioni militari. Le parole del ministro della Difesa, Roberta Pinotti sulla revisione del programma relativo all’acquisto degli F 35 vanno nella giusta direzione e colgono il senso di una difficoltà del Paese, nel momento in cui sta lottando per uscire dalla crisi, nel giustificare investimenti militari così alti e così poco comprensibili per i cittadini». Sulla questione delle caserme, invece, è intervenuto un altro ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «Auguro al ministro Pinotti di avere maggior fortuna di quanta ne ho avuta io che, per dismettere i beni della Difesa, avevo anche fatto approvare una legge che non so nemmeno se sia sta abrogata o se è ancora in vigore».

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