Politica

Renzi «seduce» la Merkel. Berlino: «Riforme ambiziose»

Il premier incassa l’apprezzamento della Germania

Si apre una settimana cruciale per il premier Matteo Renzi. Il suo piano di riforme passerà al vaglio delle cancellerie europee e sotto i raggi X di Bruxelles. Oggi Renzi vedrà il presidente francese Hollande, lunedì il Cancelliere tedesco Merkel e giovedì parteciperà al Consiglio europeo. Il premier dovrà convincere i tecnocrati dell’Euro che le sue riforme vanno nella direzione giusta, che i soldi ci sono e soprattutto che se occorre aumentare un po’ il deficit, passando dal 2,6 al 2,8% del pil, non è la fine del mondo. La sfida è di rimettere in moto l’economia e se l’Italia riparte, è quello che dirà Renzi, ci sarà un effetto domino sugli altri Paesi. Il suo obiettivo è di esportare la ricetta della «svolta buona» in Europa; il che significa far cambiare la rotta del rigore ragionieristico nella direzione della crescita. Renzi conta di trovare nella Francia di Hollande un sostenitore di questa strategia. Il presidente francese è in calo di consensi, le sue manovre economiche non hanno portato i risultati sperati. Ed è proprio della debolezza dell’Eliseo che Renzi vorrebbe approfittare prendendo il suo posto nell’asse privilegiato con la Merkel. La Merkel sarebbe rimasta colpita dallo stile del Rottamatore, dalla novità comunicativa e dal dinamismo. Tant’è che ieri sono arrivate da Berlino parole di apprezzamento sulle riforme. Il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert ha detto che «il governo tedesco è consapevole dell'ambizioso progetto di riforme del governo di Matteo Renzi». Un segnale positivo, che arriva alla vigilia della missione europea che culminerà con il Consiglio Ue del 20 e 21 prossimi. E in vista di questo appuntamento, il presidente della Repubblica Napolitano ha incontrato Renzi e una pattuglia di ministri tra cui Padoan, Guidi, Poletti e Mogherini. Ancora una volta il Capo dello Stato interviene a preparare la regia di un altro passaggio cruciale per il Paese. L’apprezzamento di ieri di Berlino non deve trarre in inganno. L’Italia resta sorvegliata speciale. Tanto è vero che il Financial Times ieri titolava: «La medicina di Renzi non curerà l'Italia». In un editoriale il quotidiano finanziario scrive che «la riduzione delle tasse di chi ha redditi bassi non incrementerà la competitività». Poi esprime dubbi sulle coperture. «Renzi intende finanziare una parte dei suoi annunci attraverso un mix di tagli alla spesa e aumenti delle tasse sui redditi da capitale. Questo ha un senso... Tuttavia questi soldi finanzieranno solo in parte gli impegni presi».

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