Si possono dire e scrivere tante cose della conferenza stampa di Matteo Renzi di ieri sera. E si possono sostenere tante tesi perché anzitutto il premier ci regala molte speranze. Ciò su cui vale la pena di soffermarsi è il fatto che Renzi ha confermato ancora una volta quello che aveva lasciato intendere nelle sue prime uscite da capo del governo. Invero fin qui certamente non rare. Ebbene, la considerazione di fondo è che Renzi è riuscito a legare il destino personale a quello del Paese. E soprattutto quello dell’Italia al suo. Al di là delle ironie che si sono diffuse su internet e in particolare sui social network (che oltre alle speranze regalano anche un po’ di buon umore), MatteoRenzi è riuscito a caricare la sua persona del peso di tutti gli italiani. Se fallisce lui, è la sensazione diffusa, falliamo tutti. Se salta lui, salta il Paese. Poco importa che alla guida dell’Italia si sono alternati quasi settanta governi. Quello che conta è che, forse anche in maniera subliminale, l’esecutivo Renzi si presenta come l’ultimo, in grado di realizzare ciò che altri non sono stati capaci di fare. Non solo in termini temporali. Appare come l’ultimo a cui gli italiani possono aggrapparsi. A questo punto sembra essere nemmeno decisivo che Renzi non abbia ancora deciso nulla, né di suo né di buono. E non appare essere nemmeno determinante che agli occhi esperti (per esempio quelli della commissione Europea) sembra poco capace anche di fare. Ma agli italiani tutto ciò in questo momento non interessa perché quel che conta è sperare, tornare a sognare. Le ragioni di tutto ciò sono profonde. Ma su una vale la pena di soffermarsi. Renzi sale in una fase storica in cui l’intera classe dirigente del Paese è spazzata via. Il presidente di Confindustria, Squinzi, somiglia più a Borghezio che ai suoi predecessori: finora ha incassato solo sconfitte. Le altre associazioni di categoria tracimano verso un grillismo galoppante per rincorrere una base che rifiuta i vertici. I sindacati non paiono più rappresentare i lavoratori. La Camusso è azzoppata dalle lotte intestine, Bonanni e Angeletti non si sa chi rappresentino. A questo punto non ci resta che attendere e sperare che almeno qualcosa di quel che ha promesso si realizzi. Gli italiani sembrano afflitti e depressi desiderano solo un santino per pregare. Renzi l’ha capito e gliel’ha fornito. Poco importa se sdrucito o falso.
Le speranze e le certezze
di Fabrizio dell’Orefice