Il processo a Silvio Berlusconi per la presunta corruzione dell’ex senatore Sergio De Gregorio, resta a Napoli. Lo ha deciso il collegio della prima sezione penale, collegio C, del tribunale di Napoli rigettando la richiesta avanzata dalla difesa dell’ex premier che chiedeva che l’intero procedimento fosse spostato a Roma per competenza territoriale. Rigettata anche l’eccezione della insindacabilità secondo la quale Berlusconi non andava processato in quanto il suo «intervento su Sergio De Gregorio rientrava nel suo ruolo di parlamentare e pertanto non esiste reato». Secondo gli avvocati di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Michele Cerabona, il processo doveva essere trasferito a Roma perché l’eventuale «dazione di denaro a Sergio de Gregorio sarebbe avvenuta nella Capitale e non a Napoli dove invece l’accusa dice di che sia stato incassato un bonifico». Il dibattimento è dunque ufficialmente aperto in quanto le eccezioni prelimimari sono concluse. La difesa di Silvio Berlusconi ha chiesto di intregare la propria lista dei testimoni per ascoltare Francesco Pionati, ex senatore dell’Udc, mentre ha chiesto di rinunciare a Denis Verdini e Marcello Dell’Utri. Anche i pubblici ministeri hanno detto di voler rinunciare all’audizione di Verdini. «C’è stata una transazione corruttiva e vogliamo provare la sussistenza e l’esistenza di tale baratto soldi-voti e dimostrare la corruzione nella sua articolazione principale», spiegano i pm Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli. «Per ragioni scaramantiche, in attesa della decisione del giudice sulla competenza territoriale non abbiamo portato l’indice con la lista dei testi ma ci riserviamo di portarlo alla prossima udienza». La difesa di Berlusconi ha intenzione invece - così come hanno spiegato gli avvocati di Berlusconi - di dimostrare che «De Gregorio ha agito per convinzione personale. Si propone come testimone chiave del processo ma dimostreremo che voleva candidarsi con il centrodestra e che non gli fu possibile per l’opposizione di alcuni esponenti napoletani di Forza Italia. De Gregorio non ha mai aderito al programma dell’Ulivo e disse che Prodi era il peggiore capo di Governo della storia della Repubblica. Ha dimostrato più volte di essere distante culturalmente dal centrosinistra». Gli avvocati sottolineano che dimostreranno che non esiste rapporto tra il cambio di «casacca» e la dazione di soldi al movimento di De Gregorio «Italiani nel mondo». «I flussi di danaro hanno origini diverse sui conti di De Gregorio e dei suoi collaboratori non sono legati ai finanziamenti illeciti di cui parla la Procura». Infine gli avvocati hanno chiesto di ascoltare anche Silvio Berlusconi.
Berlusconi, il processo De Gregorio resta a Napoli
Il processo a Silvio Berlusconi per la presunta corruzione dell’ex senatore Sergio De Gregorio, resta a Napoli. Lo ha deciso il collegio della prima sezione penale, collegio C, del tribunale di...
