Politica

Legge elettorale, approvato il cuore della riforma

Arriva il sì della Camera su spostamento al 37% del premio di maggioranza. Prevista al 4,5% la soglia di sbarramento per partiti coalizzati

Via libera dell'Aula della Camera all'emendamento alla legge elettorale che sposta dal 35% al 37% la soglia di sbarramento per avere il premio di maggioranza, dal 5 al 4,5% quella di ingresso per i partiti in coalizione e mantiene la soglia dell'8% per i partiti non coalizzati e la soglia del 12% per le coalizioni. Rimane del 15% il premio di maggioranza. Il testo sancisce inoltre il criterio del doppio turno di ballottaggio per le due coalizioni o per i due partiti che ottengono più voti senza però raggiungere la soglia del 37%. L'emendamento approvato è il frutto dell'accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Sono 101 i voti della maggioranza, formata da Pd, Forza Italia, Nuovo Centro Desta e Scelta Civica, che hanno votato "no" al cuore dell'Italicum. L'emendamento che sancisce di fatto l'accordo tra Renzi e Berlusconi, stabilendo la sogna al 37% per il premio di maggioranza, è passato alla Camera con 315 voti favorevoli e all'appello mancherebbero quindi 51 voti tra i presenti che, a scrutino segreto, avrebbero bocciato la norma. La maggioranza che sostiene l'Italicum doveva contare infatti su 416 voti (Pd 293, Forza Italia 67, Ncd 29 e Scelta civica 27). All'appello mancano quindi 101 voti a cui vanno sottratti 34 assenti, tra cui Pier Luigi Bersani ed Enrico Letta, e 16 deputati in missione, cioè assenti giustificati. Il risultato è quello che 51 parlamentari presenti, deputati dei partiti della maggioranza, evidentemente hanno votato "no" nel segreto dell'urna al patto Renzi-Berlusconi. Nella conta del voto di oggi i presenti e votanti sono stati 552, nessuno astenuto. Resta il limite massimo di sei seggi per circoscrizione. E' stato infatti bocciato l'emendamento di Sel che mirava ad alzare il limite massimo ad otto seggi e quello minimo a quattro. La legge elettorale in discussione alla Camera prevede che "i seggi spettanti alla circoscrizione sono assegnati in collegi plurinominali nei quali è assegnato un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei". Forza Italia. Brunetta commenta quanto accaduto ieri alla Camera. "Gli emendamenti sulla parità di genere erano stati messi in atto per sabotare il presidente del Consiglio dalla sua minoranza interna del partito, per sabotare l'accordo Renzi-Berlusconi. Tentativo fallito". Pd. "Devi parlare con tutti, va da sé. Ma questo non significa dare l'ultima parola a Berlusconi. Non c'è nessuno bisogno, nemmeno dal punto di vista numerico. Bisogna metterci misura. Io quando sento che le quote rosa non si fanno, perché Berlusconi non è d'accordo, osservo che non stiamo parlando di una soglia d'accesso o di una tecnicalità che riguarda i collegi. Stiamo parlando di qualcosa di fondo. Al Senato dovrà essere cambiato qualcosa, è emerso nel dibattito. Capisco gli accordi e che Berlusconi sia affezionato ad alcuni punti, ma dovrà farsene una ragione pure lui. Se non c'è una spinta sulle regole, alla parità di genere non ci arriveremo mai". Interviene sulla legge elettorale anche Cuperlo. "Il voto di ieri sugli emendamenti che riguardavano la parità di genere è stato una ferita. Capisco che non sia in discussione l'atteggiamento del Pd sulle questioni di genere. Ma ieri c'era in discussione la possibilità di applicare principi che vengono sanciti e sottolineati dalla nostra Costituzione. Noi ci siamo comportati in questi giorni con grande responsabilità: su questa legge ci sono tanti dubbi, sulle soglie, sulle liste bloccate, sul premio di maggioranza, sollevati da molti costituzionalisti, ma noi abbiamo ritirato i nostri emendamenti perché siamo consapevoli che la riforma della legge elettorale deve andare avanti ed essere approvata. Ma ieri si poteva migliorare la legge, senza che questo significasse mettere i bastoni tra le ruote all'approvazione della riforma. Si possono avere opinioni diverse su molte questioni, ma oggi tutti noi, tutto il Pd, dobbiamo lavorare per il successo del governo Renzi, perché in discussione non è il futuro del premier ma quello del nostro Paese. È anche per quel futuro che ieri si potevano votare gli emendamenti sulla parità". Rosy Bindi non ha partecipato, come annunciato ieri, al voto sul cuore della legge elettorale. Movimento 5 Stelle. Gli iscritti M5s votano oggi sul blog per decidere se il voto di preferenza deve essere disgiunto da quello di lista (il cosiddetto panachage). Si tratta dell'ottavo punto della legge elettorale del M5S dopo la scelta del proporzionale, del collegio intermedio, dell'applicazione di correzioni al proporzionale, della scelta di tali correzioni di quella di inserire una soglia di sbarramento del 5%. Il sistema di votazione sarà attivo oggi dalle ore 10 alle ore 19. Potrebbe poi esserci un dietrofront sulla questione delle preferenze. Il Movimento 5 Stelle ha infatti annunciato il voto favorevole all’emendamento al testo dell’Italicum, prima firma Ignazio La Russa, che mira ad introdurre le preferenze, contrariamente a quanto aveva fatto nella seduta notturna di venerdì scorso quando si sono votati i primi emendamenti sulle preferenze.

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