Matteo Renzi ospite di Fabio Fazio a «Che tempo che fa» non scopre la carte sul taglio delle tasse che si accinge a presentare mercoledì prossimo al Consiglio dei ministri. Ma la linea scelta sembra chiara. L’entità del taglio sarà di 10 miliardi di euro e interesserà maggiormente l’Irpef. «Mercoledì per la prima volta si abbassano le tasse. Non ci crede nessuno? Lo vediamo» spiega puntando sul fatto che non sarà l’unica botta al sistema Italia che il suo governo si accinge a dare. «Mercoledì presenteremo un pacchetto di riforme che durerà tre mesi, con la riforma del Senato risparmieremo per tagliare di 10 miliardi le tasse». Non è chiaro se il risparmio sarà concentrato anche sulle imprese ma Renzi ci tiene a sgombrare il campo dai derby e dalla contrapposizioni che puntualmente attraversano il Paese quando si tratta di spartire la torta. «Sul taglio di Irap e Irpef trovo le polemiche imbarazzanti, dopo anni di aumento di tasse» dice il premier. Dunque «no a un derby tra Confidustria e Cgil, ai quali dico cosa avete fatto in questi ultimi 20 anni? Ascoltiamo tutti, ma cosa c’è da fare lo sappiamo noi pensando alle famiglie che stanno soffrendo». Ed è a loro che dovrebbe arrivare la gran parte del taglio delle tasse sul cuneo fiscale: «Oggi la priorità è garantire la competitività del sistema paese e dire alle famiglie che guadagnano poco se riesco a darti qualche decina di euro vera al mese in più quei soldi lì non finiscono nel risparmio, quei cento euro vengono rimessi in circuito». Per le imprese dunque meno soldi ma un aiuto dal punto di vista della semplificazione. «Il modo vero per dare una mano alle imprese è quello di semplificare» aggiunge il presidente del consiglio Renzi. Che conferma l’impegno a mettere la sua faccia nell’impegno per riformare il Paese. «Piaccia o non piaccia si è capito che siamo all’ultima chance, o la politica cambia o il fiume dell’antipolitica porta via tutti, io sto rischiano l'osso del collo, o cambio il paese o vado via». Sui sindacati che cominciano a storcere il naso il premier risponde a tono: «Avremo i sindacati contro? Ce ne faremo una ragione. Penso sia giusto che anche i sindacati inizino a mettere on line tutte le spese che fanno, la musica deva cambiare per tutti». L’inizio del processo di cambiamento parte dall’abolizione del Senato: «Lo cancelliamo, ci arriviamo» dice Renzi criticando anche il Movimento cinque stelle che sull’eliminazione di Palazzo Madama rema contro: «Perché i cinque stelle non ci danno una mano ad abolire il Senato?A lottare per ridurre i posti c’è il Pd e non Grillo». Il premier parla anche della legge elettorale: «La questione della legge elettorale domani (oggi ndr) si risolve - ha garantito - al massimo martedì mattina». L’obiettivo è quello di semplificare e sfoltire i cespugli che ricattano i grandi partiti: «Fare una legge elettorale per prima cosa porta al ballottaggio e impedisce da una parte che si vada alle larghe intese - ha assicurato Renzi - due si riduce il potere dei partitini. Noi come cento sinistra abbiamo subito tantissimo il problema di partitini, come avvenne con il governo Prodi.Questa nuova legge - ha concluso - riduce moltissimo il problema dei collegi». Renzi lancia un segnale anche all’Europa, rassicurando: «La regola del 3% sul deficit/Pil è una norma concettualmente antiquata, ma che rispetteremo finché non sarà cambiata. Non cambieremo le regole in modo unilaterale». Anche perché le idee sulle spese sono già chiare: «Ok alla stabilità dei conti che è importantissima, ma c'è la stabilità più grande quella delle aula dei nostri figli. Questa cosa qui piaccia o non piaccia noi la faremo. Inizieremo a spendere per le scuole i soldi che già ci sono: più di due miliardi sulle scuole». Infine la prima nomina di peso del suo governo: «Il magistrato Raffaele Cantone sarà il presidente dell'autorità contro corruzione».
Renzi: «Mercoledì taglio 10 miliardi di tasse»
Via a tre mesi di riforme. Aboliamo il Senato e diamo soldi ai lavoratori. Semplificazione per le imprese. Parlo con i sindacati ma poi decide il governo
