«La modernità mette nelle mani di persone particolarmente aggressive strumenti inediti». Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel corso della Giornata internazionale delle donne al Quirinale, ha colto l’occasione per condannare le aggressioni che avvengono anche tramite i social network. «Come il razzismo anche il sessismo, se da volgare battuta da bar sale nelle sfere politiche rappresentative, se si esprime nel Parlamento, se, usando blog e siti, si diffonde legittimato da fonti autorevoli, diventa un virus duro da estirpare. Alle aggredite, in quanto donne - ha aggiunto Napolitano - non si fanno mancare insulti e minacce a sfondo sessuale». Napolitano ha sottolineato che contro la violenza «serve un formidabile impegno educativo fin dai primi anni di istruzione. Servono leggi e serve un'azione capillare». L'Italia già prima della legge del 2013, che si muove sulle direttrici della convenzione di Istanbul per il contratto della violenza di genere, «ha messo in campo importanti misure di contrasto e di prevenzione». Il presidente ha poi indicato un settore dove ancora la legge non è riuscita ad intervenire in modo da arginare casi gravissimi. «Contro la violenza all'interno dei legami pseudo sentimentali non siamo riusciti a fare ancora abbastanza». Napolitano ha anche sottolineato che «troppo spesso si sente dire che il tema delle pari opportunità è superato perché viviamo in una condizione di uguaglianza giuridica e materiale tra i sessi. Ovviamente non è vero. In particolare non lo è in Italia, dove riconoscimenti e successi femminili crescenti nell'istruzione si traducono solo in parte in una maggiore presenza nei vertici delle varie professioni e soprattutto non bastano a produrre tassi di attività comparabili a quelli di altre economie avanzate». Il capo dello Stato ha ricordato il caso del presidente della Camera Boldrini che è stata oggetto di insulti via web. «Non bisogna minimizzare episodi» di aggressione verbale tramite i blog, «tanto più gravi quanto più colpiscono avversarie in politica, e comunque donne nelle Istituzioni, e ne abbiamo avuto in Italia esempi ignobili ». Napolitano ha ricordato anche i casi gravissimi di stalking che hanno su Internet il terreno più fertile. «Si rincorrono notizie di messa in rete di situazioni imbarazzanti riprese dall'ex partner o dai ragazzi di un branco con gli smartphone, per non parlare delle false identità attribuite su un blog a una ragazzina di cui si traccia un ritratto distorto e umiliante. Queste aggressioni hanno indotto ragazze soprattutto adolescenti anche al suicidio». Ma le nuove tecnologie non vanno demonizzate perché «sono anche strumenti di difesa, alleati delle vittime». Quanto alla lotta alla violenza degli uomini sulle donne: «Purtroppo questo tragico fenomeno in Italia non declina». Intanto il dibattito sulla legge elettorale si è concentrato sulla parità di genere. Elena Boschi, ministro per le Riforme, non si è sbilanciata limitandosi a dire che «il testo si può migliorare». Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia, mette in guardia dal rischio che «la questione delle quote di genere si trasformi in un grimaldello, utilizzato da quelle forze che vogliono scardinare il progetto di riforma della legge elettorale e far saltare il banco».
Napolitano: è un virus il sessismo sul blog
Il Capo dello Stato: su Internet minacce Contro la violenza in famiglia si fa poco
