Politica

«No alla doppia morale»

«Il rinvio a giudizio del presidente della Regione Puglia non servirà certo a trasformarci in giustizialisti. Speriamo invece che il coinvolgimento di Nichi Vendola nell'inchiesta sull'Ilva serva...

«Il rinvio a giudizio del presidente della Regione Puglia non servirà certo a trasformarci in giustizialisti. Speriamo invece che il coinvolgimento di Nichi Vendola nell'inchiesta sull'Ilva serva almeno a lui per diventare più garantista, inducendolo a non usare più la doppia morale, una per se stesso e per gli amici e un'altra per gli avversari» afferma Elvira Savino, deputata pugliese di Forza Italia. Incalza anche Fabrizio Cicchitto di Ncd. ««A mio avviso Vendola non deve dimettersi pur essendo rinviato a giudizio fino a quando non - e solo se - sarà condannato. Ovviamente ciò costituisce una patente contraddizione con quello che ha fatto sostenere dal suo partito sulle dimissioni solo per un avviso di garanzia di 4 Sottosegretari, ma i giustizialisti adottano per se stessi e per gli altri due metri di valutazione: i garantisti devono esserlo a 360gradi per amici e avversari e anche per i giustizialisti». Il deputato pugliese del Nuovo Centrodestra Antonio Leone sottolinea ce « Vendola si è subito santificato indossando l'aureola di protettore della fabbrica e dei lavoratori, in linea con l'antica oleografia comunista. Peccato per lui che, nelle registrazioni telefoniche con i vertici dell'Ilva, Vendola si preoccupasse di ben altro». «Infatti- aggiunge- non vi è traccia in quelle conversazioni di ansia per i lavoratori, piuttosto di continuazione dell'attività dell'acciaieria, che poi ha prodotto i danni che tutti conosciamo e ai quali Vendola non può dichiararsi del tutto estraneo, se la magistratura lo chiama a difendersi. Ora che il governatore della Puglia è coinvolto nel caso Ilva con altre 52 persone, non può essere in anticipo il martire della compagnia».

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