Avanti senza fretta, anche perché i nodi aperti restano ancora tanti. Il via libera della Camera all’Italicum non arriverà oggi, come revisto nei giorni scorsi. Per permettere lo svolgimento del congresso di Fratelli d’Italia, oggi niente Aula a Montecitorio. Tutto rinviato a lunedì, ma non è detto che il voto finale non finisca con lo slittare ancora. Per il portavoce della segreteria del Pd, Lorenzo Guerini, la partita della legge elettorale può chiudersi già lunedì. Sempre però che i lavori d’Aula non richiedano ulteriori approfondimenti. «Penso che l’accordo abbia tenuto bene - sottolinea Guerini - Ci sono stati passaggi su temi delicati, forze politiche che hanno votato contro, ma questo lo sapevamo e, nonostante tutto, non siamo mai andati sotto. Confidiamo di chiudere lunedì, ma se il dibattito in Aula lo richiederà, possiamo andare anche un po’ oltre, a martedì». Intanto, nel dibattito entra anche il Quirinale. In una nota Giorgio Naplitano auspica «la conclusione positiva su basi di adeguato consenso parlamentare» dell’iter della legge elettorale, ma in questa fase «è fuorviante» chiedergli «in nome di presunte incostituzionalità, di pronunciarsi o intervenire sulla materia». Infatti non ha «altro ruolo da svolgere che quello della promulgazione, previo attento esame - avverte il Capo dello Stato - del testo definitivamente approvato dalle Camere». A complicare ancora di più la situazione c’è il problema delle norme sulla rappresentanza di genere, al momento accantonate. Nell’Italicum verranno previste - spiega ancora Guerini - solo se c’è l’accordo di tutte le forze politiche che hanno sottoscritto il patto. Ma da FI arriva lo stop. «A me sembra un’assurdità, in un collegio ci può essere una donna bravissima che merita di essere capolista e in un altro collegio due uomini: perché dobbiamo stabilirlo prima? Io sarei perché ci fossero più donne o più uomini a secondo del merito», replica il consigliere politico di Berlusconi Giovanni Toti. Il testo dell’Italicum prevede il 50% di donne in lista ma senza stabilire il principio dell’alternanza di genere. Il che non darebbe garanzie di elezione. Le debutate - rigorosamente bipartisan - chiedono a gran voce di modificare la norma, trovando il sostegno della presidente della Camera Laura Boldrini, che dopo aver ricevuto una delegazione di deputate, auspica che l’alternanza di genere venga garantita: «Anche così si mette in atto il cambiamento». Oltre alla battaglia delle parlamentari per la rappresentanza di genere, ci sono anche altri nodi a movimentare il percorso parlamentare dell’Italicum. Richieste di aggiustamenti che riguardano sia le soglie di sbarramento sia la quota del 37% per far scattare il premio di maggioranza senza bisogno del ballottaggio. Per il leader della minoranza del Pd, Gianni Cuperlo «questa è la prima tappa, io mi auguro che il confronto al Senato e poi l’eventuale seconda lettura alla Camera, consentano di migliorare ulteriormente il testo», ad esempio con «un premio meno sguaiato del precedente ma che consegna alla maggioranza un bonus di solo 5 o 6 seggi e non da ultimo le liste bloccate». Anche da Scelta Civica arrivano richieste di miglioramento avanzate in un vertice col ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, che - spiega il capogruppo Sc Andrea Romano - dà l’ok a «modifiche su punti qualificanti» del testo. Tanto che l’emendamento che definisce soglie di sbarramento e premio di maggioranza - insomma quello che racchiude gli assi portanti dell’accordo tra Renzi e Berlusconi - è stato accantonato così come il «salva Lega».
Quote rosa e premio Frenata sull’Italicum
Napolitano: analizzerò attentamente il resto Accontentate le norme su soglie e quota 37%
