Politica

La Boldrini perde le staffe: «Parlamentari non siete corretti»

Lanfranco Palazzolo E io vi dico che non siete corretti. Laura Boldrini non è una Presidente di assemblea rispettosa dei parlamentari. La terza carica dello Stato non ha dato una buona prova di se...

E io vi dico che non siete corretti. Laura Boldrini non è una Presidente di assemblea rispettosa dei parlamentari. La terza carica dello Stato non ha dato una buona prova di se nella seduta della Camera dei deputati di ieri. Nel corso del dibattito sulla legge elettorale la Presidente della Camera ha pesantemente offeso l'assemblea con una frase fuori luogo all'indirizzo dei parlamentari. Tutto è accaduto poco dopo le 11.30 mentre era in corso il dibattito sulla legge elettorale. A scatenare la reazione della Boldrini è stato il "fuoco amico" del vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, intervenuto in aula in qualità di deputato del Pd. L'onorevole Giachetti ha invitato la presidente della Camera ad essere più rispettosa dei tempi degli interventi. La Boldrini era già stata più volte sollecitata ad essere più "democratica" nella conduzione dell’aula. Infatti, nel corso della mattinata i parlamentari del M5s le avevano chiesto di indicare il risultato delle votazioni elettroniche sugli emendamenti alla legge elettorale. Il deputato Danilo Toninelli ricorda alla Boldrini il caos generato in aula sul dibattito sugli emendamenti: «Presidente - spiega il deputato pentastellato in aula -, se mi trovassi a casa in questo momento, stessi ascoltando GR Parlamento e volesse avere conoscenza degli esiti delle votazioni, non potrei vedere quello schermo che lei ha indicato ieri per vedere appunto l’esito. La prego quindi, come è già stato fatto ieri, di indicare quantomeno il differenziale tra voto positivo e negativo: lo prevede il Regolamento, mi sembra una richiesta doverosa e di buonsenso». Ma la Boldrini risponde picche. Roberto Giachetti non ha fatto altro che proporre alla terza carica dello Stato di non strozzare il dibattito sugli emendamenti: «Comprendo perfettamente, in sedute così difficili, l'esigenza di organizzare i lavori, però mi permetto di rilevare che non possiamo eccedere oltre quanto prevede il Regolamento. Il Regolamento non prevede che si possano chiudere le iscrizioni a parlare. Le iscrizioni a parlare sono, fino a che non si arriva al voto, possibili per dichiarazioni di voto». La reazione della Boldrini accende la miccia dello scontro: «Non era una questione di impedimento, era una questione di correttezza: se io chiedo se ci sono degli interventi, mi sembra giusto attenersi a questo. Sì, perché se uno vuole fare un intervento può dire: "Io voglio fare un intervento" quando io chiedo di esporsi per farlo. Dunque è una questione di correttezza. Ma capisco che la correttezza probabilmente qui non è molto di moda». Le parole della Boldrini sono accompagnate da un boato di dissenso. Il deputato della Lega Massimo Fedriga si rivolge alla Boldrini: «Le chiedo gentilmente di rispettare il Regolamento ed anche i deputati che vogliono intervenire anche in replica a quanto agli altri colleghi dicono, altrimenti vuol dire comprimere la libertà d’espressione». Ma il peggio arriva quando il deputato di Sel Angelo Sannicandro, nell'intento di difendere la Boldrini, paragona l'aula alla "Curva Sud" dell’Olimpico. Ma ecco intervenire Andrea Colletti del M5s che accusa la Boldrini di essere incapace a condurre i lavori d’aula: «..Si rende conto di che fine fanno le sue discussioni quando lei presiede?». E poi la invita a rileggersi le norme sui lavori dell’aula: «Se vuole glielo cedo un’altra volta il Regolamento così se lo può leggere». La Boldrini cade nella provocazione e risponde: «Che simpatico!». Gli unici che non si sono accorti del caos provocato dalla Presidente sono i parlamentari di Sel. Anzi, alla fine arriva anche "l’avvertimento" nei confronti dell’onorevole Giachetti a non distubare il manovratore. È l'onorevole Nazzareno Pilozzi a "recapitare" il messaggio in aula per il vicepresidente dell'assemblea: «Signora Presidente, intanto vorrei dire al presidente Giachetti: stai sereno! Perché io credo che la Presidente della Camera, sia ieri che oggi, ci stia consentendo di svolgere, quanto meno, una discussione minimamente democratica su questa proposta di legge». Peccato che in aula se ne siano accorti in pochi.

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