TARANTO La famiglia Riva insieme al governatore della Puglia Nichi Vendola. Poi i vertici dell'Ilva prima del commissariamento (c'è anche l'ex prefetto Bruno Ferrante), il coordinatore nazionale di Sel, il deputato Nicola Fratoianni, l'assessore regionale dell'Idv Lorenzo Nicastro (magistrato), l'ex presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido (Pd), e il sindaco del capoluogo jonico, Ippazio Stefano (Sel), più, tra gli altri, funzionari regionali, un poliziotto, un carabiniere e anche un prete: per 50 indagati e tre società, la Procura di Taranto, guidata da Franco Sebastio, ha chiesto al gip il rinvio a giudizio al termine dell'inchiesta per il disastro ambientale che sarebbe stato causato dall'attività inquinante dell'acciaieria. A Vendola è contestato il reato di concussione aggravata. Il 23 dicembre scorso era stato sei ore nella caserma della Guardia di Finanza di Taranto, ma la sua ricostruzione degli avvenimenti non ha convinto l'accusa. «Che vi fosse una differenza di punti di vista tra la Procura e Vendola - ha spiegato il legale del governatore, Vincenzo Muscatiello - è parso evidente nell'interrogatorio. Ora dimostreremo l'estraneità di Vendola nel processo». Il governatore si è difeso ricordando di «non esser mai stato a libro paga di Riva», e sull'imputazione ha parlato di «teorema accusatorio». Esultano gli ambientalisti. Fabio Matacchiera, Fondo Antidiossina: «Un passo in avanti verso la legalità». Gli inquirenti, nell'avviso di conclusione delle indagini, hanno ipotizzato un intervento di Vendola su Giorgio Assennato, direttore di Arpa Puglia, per «ammorbidire» la posizione dell'ente «nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall'Ilva», per evitare limitazioni nella produzione. Per la Procura, in un incontro del 22 giugno 2010 a cui parteciparono i collaboratori più stretti di Vendola (tra cui Fratoianni), il leader di Sel avrebbe criticato il lavoro dell'Arpa davanti a Girolamo Archinà, plenipotenziario Ilva per la comunicazione, al punto da affermare che «così com'è l'Arpa può andare a casa, perché hanno rotto...». E sempre un dirigente regionale vendoliano doc, Antonello Antonicelli, avrebbe fatto pressioni su Assennato intimandogli di non usare i dati tecnici «come bombe carta che poi si trasformano in bombe a mano». La Procura ha chiesto il processo anche per Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sel dopo il congresso di Riccione: secondo l'accusa avrebbe aiutato Vendola ad eludere le investigazioni, e ascoltato come persona informata sui fatti ha «affermato falsamente di non ricordare» un episodio riconducibile alle supposte pressioni su Assennato.
I pm vogliono Nichi Vendola alla sbarra
L’inchiesta è per disastro ambientale. Anche il governatore della Puglia tra i 53 imputati
