Politica

Ferranti: «Nessuna gaffe sulle carceri»

Gentile direttore, la invito a rettificare quanto mi attribuisce Dimitri Buffa nell’articolo pubblicato il 5 marzo 2014. Cito testualmente: «Dulcis in fundo, nel quadro surreale di un dibattito...

Gentile direttore, la invito a rettificare quanto mi attribuisce Dimitri Buffa nell’articolo pubblicato il 5 marzo 2014. Cito testualmente: «Dulcis in fundo, nel quadro surreale di un dibattito scomodo svoltosi per ore in un’aula semivuota o quasi, Donatella Ferranti, presidente di suddetta commissione, ha compiuto anche un’indimenticabile gaffe logico-semantica. Durante la propria esposizione infatti, parlando di ciò che attenderebbe l’Italia dopo il 28 maggio, quando la Corte europea dei diritti dell’uomo potrebbe emanare sentenze esemplari a raffica per ciascuno dei 3 mila ricorsi pendenti da parte di detenuti che vivono in galera come le bestie, ha detto che "in teoria ciascuno dei 20 mila carcerati in eccesso oltre i 43 mila della capienza regolamentare potrebbe fare causa in Europa". Rita Bernardini che fuori da Montecitorio stava in presidio con altri militanti radicali è sobbalzata dalle risa: "perché solo i 20 mila in eccesso e gli altri?"». Il punto è che io non ho mai pronunciato la frase che mi è attribuita. Come riscontrabile sul resoconto stenografico, ho invece detto: «Il fenomeno del sovraffollamento carcerario rappresenta una situazione connotata dalla compromissione dei diritti fondamentali dei detenuti, riconosciuta dalla Corte europea dei diritti dell'uomo a partire dalla sentenza del 16 luglio 2009, che ha sancito la violazione, appunto per effetto del citato sovraffollamento, dell’articolo 3 della Cedu che prevede il divieto di pene e trattamenti inumani e degradanti. Ne è derivata poi la proposizione di una mole di ricorsi individuali, di recente si stimano circa 3 mila, contro lo Stato italiano a fronte della quale vi è stata un’altra importante sentenza contro l’Italia, la sentenza del 8 gennaio 2013 Torreggiani e altri, resa sui ricorsi riuniti presentati da sette detenuti che, riscontrando ancora una volta la violazione dell’art. 3 della Convenzione, ha stabilito come equa soddisfazione somme variabili dai 10.000 ai 22.500 euro ciascuno». Una annotazione finale: non è che l’«indimenticabile gaffeur» sia invece Dimitri Buffa? Cordiali saluti,

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