Nuovo episodio della saga «guerre stellari» in casa M5S. Da un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo arrivano infatti altri cartellini rossi. «Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani sono fuori dal M5S», è la sentenza emessa senza appello contro i cinque senatori grillini che avevano consegnato al presidente del Senato Pietro Grasso le dimissioni da palazzo Madama, non avendo condiviso l'espulsione dal MoVimento dei quattro colleghi dissidenti Campanella, Orellana, Battista e Bocchino. Il loro gesto, si legge nelle «motivazioni» del verdetto, non è stato motivato da situazioni «particolari» e può pertanto essere letto come gesto «politico», fatto «in aperto conflitto» con il M5S. Di più. I senatori dimissionari, interrogati, hanno ribadito la loro posizione, ragion per cui «si sono isolati dal MoVimento 5 Stelle e non possono continuare ad esserne rappresentanti ufficiali nelle istituzioni». L’editto dell’ex comico genovese arriva mentre a palazzo Madama sono in corso i regolari lavori d'aula e lascia di stucco i diretti interessati. Prova a reagire con ironia e classe la senatrice Laura Bignami: «Movimento 5 Espelle - scrive su Twitter - grazie Beppe, senza di te non avrei mai fatto questa esperienza! Non ti curare ti ho già perdonato». Il collega Francesco Campanella, espulso la scorsa settimana, sceglie invece dei cinguettii meno "politically correct": «Licenziati da Beppe Grillo altri 5 di noi. Alla fine avranno difficoltà ad organizzare una briscola», attacca. E ancora: «Ma se i 5 stelle fedeli allo staff diventano meno di 10? Vanno loro al gruppo Misto?». Sui social network, intanto, la notizia viene accolta in modi diversi dalla base. In tanti rimangono "in trincea" al fianco di Grillo, a combattere la sua guerra spesso utilizzando i suoi stessi toni: «Motivino la loro scelta e se ne vadano a fare in c...!», scrive qualcuno senza mezzi termini. «A casa tutti i parassiti!», gli fa eco un grillino doc. Altri, però, sia pur con ironia, non mancano di esprimere qualche dubbio sulla decisione presa dal leader: «Sembri Briatore quando caccia gli stagisti di 'The apprentice", commenta un sostenitore. «Il Movimento si è trasformato in una sorta di Grande Fratello. L'unico messaggio che viene fuori è: chi verrà eliminato al prossimo turno?», aggiunge un altro. Tra i militanti della rete c'è anche, poi, chi lancia un appello a Grillo: «Beppe ti prego, lasciali perdere. Se ne voglio andare? Se ne vadano, ma basta con le epurazioni senza una palese violazione delle regole». Fuori dal Palazzo, intanto, la tensione sale. Una busta contenente dei proiettili, indirizzata a piazza del Parlamento e destinata agli ex M5S Battista e Orellana, viene intercettata in provincia di Milano. Anche tra i parlamentari, inevitabilmente, l’atmosfera si fa tesa, con altri quattro o cinque senatori che sarebbero pronti a lasciare. «Se altri lasceranno a palazzo Madama - dice un deputato dissidente - altri li seguiranno alla Camera. Anch’io ci sto pensando - ammette - ormai qui diffidiamo di tutti, abbiamo paura persino di confrontarci tra di noi. C'è sempre più benzina sul fuoco: è uno stillicidio, un incubo». Un’assemblea convocata nel pomeriggio al Senato tenta l’ultima ricucitura. I cinque dimissionari espulsi sono presenti, Bignani entra in lacrime. Chiedono lo streaming ma viene negato. «Qui c'è chi vuole la guerra. Voi pensate ci siamo liberati di quattro che rompevano i co… e ora ne facciamo fuori altri cinque», si sente urlare dal corridoio. A parlare è la dimissionaria Maria Mussini. «Il problema è forse andare a cena con Civati? Io posso cenare con chi mi pare - aggiunge - Qualcuno parla di fedeltà: mi chiedo se ci sia anche il grillometro». A tentare la mediazione è a un certo punto Laura Bottici, tra i fedelissimi di Grillo: «Se ci accordiamo per cambiare insieme le regole voi siete disposti a ritirare le dimissioni?». La risposta che arriva da Bignani è no. «Voglio andare a casa. Tutti a casa? Io a casa", risponde ai cronisti. «Ci chiedete di ritirare le dimissioni perché avete paura», contrattacca Mussini. Arriva invece munito di pennarelli e lavagna il capogruppo Maurizio Santangelo. I nomi dei senatori espulsi sono cerchiati con un pennarello. Vanno sostituiti per i lavori nelle commissioni. Tutti a casa.
Beppe ora guida il «movimento 5 espelle»
Il comico genovese scomunica sul suo blog altri cinque senatori dissidenti Già usciti in 10. Altri preparano la fuga. Web ironico: sembra il Grande Fratello
