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Soldi e cibo per far votare gli immigrati. Dem emiliani nella bufera

Il Pd è nella bufera a Modena, a un passo dall’implosione. E le primarie di domenica, che hanno incoronato candidato sindaco l’assessore regionale Giancarlo Muzzarelli, sono diventate un caso per...

Il Pd è nella bufera a Modena, a un passo dall’implosione. E le primarie di domenica, che hanno incoronato candidato sindaco l’assessore regionale Giancarlo Muzzarelli, sono diventate un caso per gli stranieri che avrebbero votato ai seggi dietro compenso e pranzi pagati. Tanto che la commissione nazionale di garanzia del Pd, presieduta da Enrico Morando, ha chiesto ai colleghi di Modena «una relazione» su quanto accaduto domenica. La vicenda è confermata anche dal presidente dell’Associazione lavoratori filippini di Modena, Gregorio Mendoza, che ha portato la sconfitta Francesca Maletti, candidata renziana, a presentare appunto un esposto al Collegio di garanzia delle primarie, con la richiesta di togliere a Muzzarelli i voti ottenuti dagli stranieri, perché «non è stato un voto libero, spontaneo e genuino, ma un voto frutto di non consentite e del tutto indebite transazioni di contenuto economico». E il caos sul voto degli stranieri è scoppiato anche a Reggio Emilia, città amministrata fino a poco tempo fa dall’attuale sottosegretario Graziano Delrio. I 959 voti espressi per la maggior parte da cittadini stranieri nel seggio del centro storico «Catomes tot» alle primarie di domenica scorsa sono stati annullati. Sotto accusa per il presunto voto pilotato è finito l’assessore all’Immigrazione del Comune di Reggio, Franco Corradini, arrivato secondo dietro al capogruppo e ora candidato sindaco Luca Vecchi. Corradini è stato cacciato anche dalla Giunta comunale, per decisione del vicesindaco reggente Ugo Ferrari, «a causa del venir meno di requisiti imprescindibili di fiducia e collaborazione». Decisione che l’ormai ex assessore ha bollato come «linciaggio senza motivazioni», tirando in ballo anche Delrio. Tornando a Modena, Mendoza ha confermato l’offerta di pranzi gratuiti la domenica e il rimborso dei due euro delle primarie, in cambio della richiesta di votare per Muzzarelli. «Non c’è lavoro e pranzare gratis e avere i soldi rimborsati è già tanto», ha spiegato alla Dire il presidente dell’associazione filippina. Metodi che comunque lo stesso Mendoza dice di «non aver gradito», perché «scegliere qualcuno così non va bene». Spiega di parlare sulla base del «racconto dei connazionali» e dice di conoscere il consigliere comunale Pd Maurizio Dori, indicato come il presunto autore delle offerte in favore di Muzzarelli. «Girava di casa in casa- racconta Mendoza- per prendere le prenotazioni dei pranzi offerti per il voto e anche a me lo ha chiesto. Ma io gli ho risposto di no». Sotto i riflettori è il voto dei 1.400 stranieri al seggio dell’ex Macello. In un primo momento, i garanti delle primarie di Modena hanno sospeso ogni decisione, limitandosi a far sapere di aver ricevuto la «documentazione» dallo staff di Francesca Maletti. È stato invece il segretario cittadino del Pd di Modena, Andrea Sirotti, a cercare di chiudere subito il caso: «il voto è stato regolare: Muzzarelli è il candidato sindaco». Lo stesso assessore regionale parla di «partita chiusa» e contrattacca Maletti: «La prima gallina che canta ha fatto l’uovo». Poi aggiunge: «A voler fare il pignolo, posso dire che avrei vinto anche senza quel seggio».

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