Matteo Renzi rilancia. Il presidente del Consiglio in visita a siracusa accelera su legge elettorale, riforme costituzionali e lavoro. «Sulla riforma del Senato ci si gioca la vittoria della scommessa. Se non ci riusciremo avremo perso anche se l’economia riparte», dice ribadendo che «questa è la riforma chiave dell’azione di governo». Una riforma radicale che per Renzi non significa che i senatori «sono meno bravi dei deputati, ma che si riduce il numero dei parlamentari: segno importante non dal punto di vista economico, che è secondario, ma del messaggio simbolico». Il premier ribadisce il senso della riforma. «Bisogna eliminare il Senato così com’è - spiega - Ho rispetto per il Senato, ma il bicameralismo perfetto è un freno per l’Italia. Rispetto non significa imbalsamare le istituzioni, ma cambiarle per farle funzionare. Ho visto - aggiunge - che qualcuno sui giornali dice "vuoi fare la legge elettorale solo sulla Camera". È quello che abbiamo sempre detto perché la scommessa è cambiare il Senato così com’è». Ma Renzi non si concentra solo sulla legge elettorale e l’assetto istituzionale. La crisi continua a mordere il Paese e l’economia, per ripartire, ha bisogno di interventi drastici. «O proviamo a fare una misura shock o sprechiamo la ripresa - è l’aut aut del premier - Abbiamo bisogno di cambiare. Se non cambiamo noi stessi rischiamo di perdere l’occasione di tornare a crescere. Mi prendono in giro se dico che faccio una riforma al mese, ma non c’è alternativa. Non si cambia Paese se non si cambia a partire da politica e pubblica amministrazione». «Dobbiamo fare le riforme prima del semestre europeo perché non vogliamo andare in Europa a chiedere, ma a proporre un’idea diversa», aggiunge poi Renzi. E, a proposito di riforme, il premier annuncia che Jobs Act, interventi sulla scuola e piano casa «sono pronti». Incontrando a Siracusa sindaci, gli alunni di una scuola elementare e gli imprenditori, il capo del governo annuncia che tra una settimana presenterà le tre riforme. Si deve agire in fretta e con «provvedimenti choc», spiega, «o sprecheremo la ripresa. I numeri Ue sull’Italia sono molto duri. Spero che sia chiaro perché dobbiamo cambiare verso». I dettagli li illustrerà a palazzo Chigi mercoledì prossimo in una «corposa conferenza stampa». Per il momento si limita a dire che per l’edilizia scolastica «ci sono due miliardi di euro» che «non sono sufficienti per tutti i Comuni, ma vanno spesi anche per dare un segnale». E sottolinea: «Faremo della scuola un luogo di grande bellezza». Le riforme devono essere approvate entro pochi mesi, sicuramente «prima del semestre europeo perché non vogliamo andare in Europa a chiedere, ma a proporre un’idea diversa», ribadisce assicurando ai sindaci del Siracusano che «l’Italia non ha finito il proprio tempo. Trovo rassegnazione tra molti di voi, ma dobbiamo dire che attraverso il sacrificio di tutti non ce la farà solo il governo Renzi, ce la fa l’Italia. Non è il governo sul filo e tutti giù a guardare se casca. Sul filo - aggiunge - ci siamo tutti». Agli insegnanti dell’istituto comprensivo Raiti rivolge un ringraziamento: «Con il vostro lavoro salvate il Paese. Guadagnate poco, ma siete il cardine dell’Italia. Voglio che il governo stia in mezzo agli insegnanti». Poi rassicura i bambini: «Ci confermate che noi dobbiamo tenere in vita i vostri sogni. Tanti dei vostri genitori - afferma - forse hanno difficoltà per il lavoro. È un momento molto difficile, il più difficile da 30 anni. Ma c’è adesso la possibilità di investire per nuovi posti di lavoro». Le visite nelle scuole che il premier ha intenzione di fare ogni settimana sono però al centro dell’ennesimo botta e risposta con il leader del MoVimento 5 Stelle Beppe Grillo. Al comico le paragona a quelle di Benito Mussolini con i figli della lupa, Renzi risponde con un post su Facebook: «Beppe Grillo è nervoso. Non vuole che io vada nelle scuole, mi vorrebbe rinchiuso nel palazzo. Ma io sto con gli studenti, le insegnanti, le famiglie e i sindaci. Mentre i suoi stanno fuori ad urlare con Forza Nuova. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!». Ma, polemiche a parte, è il Jobs Act il provvedimento più atteso dalla maggioranza. Il leader Ncd Angelino Alfano è tranquillo: «Sono sicuro che troveremo sul tema del lavoro una sintesi tra le nostre proposte e quelle del programma di Renzi». «Finalmente sapremo quali saranno i contenuti dopo aver discusso solo di titolo - dice l’ex ministro del Lavoro e oggi deputato Pd Cesare Damiano - A noi premono cuneo fiscale e ammortizzatori sociali».
Senato, lavoro e scuola. Renzi accelera
Il presidente del Consiglio: «Mercoledì pronti Jobs Act, piano casa e interventi di edilizia scolastica. Senza misure choc perdiamo la ripresa»
