Politica

Matteo trascina il Pd

I dati dell'ultimo sondaggio Datamedia per Il Tempo. Lieve flessione per FI. La fiducia nel premier sale dal 48 al 55%. Centrodestra in vantaggio. Grillo e M5S in calo

A scoppio ritardato, ma l’effetto-Renzi comincia a farsi sentire. Nell’ultimo sondaggio di Datamedia Ricerche per Il Tempo, infatti, il presidente del Consiglio guadagna sette punti percentuali nella fiducia dei cittadini e passa dal 48% al 55%. Questa «luna di miele» con gli elettori, pur iniziata con un una settimana di ritardo, trascina con sé anche il dato del Partito democratico, che guadagna l’1,3% salendo dal 30% al 31,3%. Nel centrosinistra cresce anche Sinistra Ecologia e Libertà, che recupera tre punti decimali passando dal 3% al 3,3%. Con gli altri partiti della coalizione stabili all’1%, nel suo complesso il centrosinistra arriva al 35,6%, riducendo allo 0,7% lo svantaggio accumulato nei confronti del centrodestra. Trend opposto dall’altra parte della barricata, con Forza Italia che perde due punti decimali scendendo dal 22,5% al 22,3%. Arretramento dello stesso peso anche per il Nuovo Centrodestra, che cala da 4,8% al 4,6% (-0,2%) e per l’Udc, in discesa dal 2,3% al 2,1% (-0,2%). Perdono un punto decimale anche la Lega Nord e La Destra, che scendono rispettivamente al 3,7% e allo 0,9%. In controtendenza, invece, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, che recupera lo 0,1% rispetto alla scorsa settimana e arriva al 2,3%. Insieme allo 0,4% raccolto dai partiti minori della coalizione, il centrodestra perde più di mezzo punto percentuale dall’ultima rilevazione dell’istituto diretto da Natascia Turato e scivola al 36,3%, comunque a un passo dal 37% che gli garantirebbe il raggiungimento del premio di maggioranza alla Camera (in caso di approvazione dell’Italicum, la nuova legge elettorale). Con Scelta Civica che, inaspettatamente, mostra un cenno (e niente più) di vitalità, passando dall’1% all’1,1%, l’altra novità della settimana - oltre al recupero del Pd - è rappresentata dalla performance deludente del Movimento 5 Stelle, che perde mezzo punto e scende dal 22,7% al 22,2%, sulla scia delle polemiche interne che hanno scosso la creatura di Grillo e Casaleggio nelle ultime settimane. La recente espulsione dei senatori «ribelli», in particolar modo, ha provocato un contraccolpo che potrebbe essere complicato da recuperare. Se il Partito democratico, con Renzi, sembra essere riuscito a recuperare, almeno per il momento, qualcuno degli elettori in fuga negli «altri partiti» (che passano dal 5,4% al 4,8%), la stessa operazione di rottamazione (reale o apparente saranno i prossimi mesi a dirlo) non fa per ora breccia nel fronte che raccoglie indecisi, astensionisti e schede bianche o nulle. Il «partito del non voto», infatti, anche questa settimana si dimostra in grado di raccogliere la maggioranza relativa dei potenziali elettori, con un 44,5% complessivo che non può non far riflettere.

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