Antonio Gentile sì, Francesca Barracciu no. Nessuno vuole fare classifiche, stabilire a tavolino cosa è più grave e cosa meno, chi ha più diritto di sedere al governo e chi meno, ma a meno di due settimane dal giuramento, il governo Matteo Renzi ha già stabilito un principio chiaro: c'è sottosegretario e sottosegretario. Due pesi e due misure. A sancire la differenza è il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Bochi che, interrogata, sul caso del sottosegretario Barracciu, spiega: "Ha acquisito una notevole esperienza politica e amministrativa sia come consigliere comunale, assessore e sindaco della propria città, che come consigliere regionale e come membro del Parlamento europeo. Ad oggi il sottosegretario risulta nell'elenco degli indagati (l'inchiesta riguarda la gestione dei fondi del gruppo Pd della regione Sardegna ndr). Non è intenzione di questo governo chiedere le dimissioni di ministri o sottosegretari sulla base di un avviso di garanzia ma eventualmente per motivi di opportunità politica. Noi tutti abbiamo giurato sulla Costituzione e sappiamo che uno dei principi fondamentali è la presunzione di innocenza. L'avviso di garanzia è un atto dovuto posto a tutela di ogni indagato per poter esercitare pienamente il diritto di difesa, non è un'anticipazione di condanna". Boschi ricorda che Barracciu ha chiesto "un'accelerazione dei tempi" dell'inchiesta, e ha affermato che all'esito di questa "il governo valuterà se suggerire le dimissioni al sottosegretario". Giunti a questo punto si potrebbe ricordare tutte le volte che Matteo Renzi ha invocato le dimissioni di esponenti politici non indagati e senza uno straccio di prova a dimostrare i loro comportamenti "inopportuni", ma basterà parlare del caso più recente: il passo indietro del senatore Ncd Antonio Gentile. Che, pur non colpito da alcun provvedimento giudiziario, in attesa di sapere se abbia veramente esercitato pressioni sul quotidiano L'Ora della Calabria, ha lasciato il suo posto da sottosegretario alle Infrastrutture. Certo, il premier non ha mai chiesto le sue dimissioni pubblicamente, ma sotto sotto il pressing è stato costante. Perché la Barracciu è diversa? Ah, saperlo. Forse perché è sottosegretario in quota Pd (come gli altri 3 indagati di cui nessuno chiede le dimissioni ndr)? Di certo l'attuale presidente del Consiglio la pensava molto diversamente quando, da segretario del Pd, le chiese di ritirarsi dalla corsa per la poltrona di governatore della Sardegna. A quel tempo, l'avviso di garanzia, valeva qualcosa.
Gentile sì, Barracciu no. La doppia morale del governo Renzi
Il ministro Boschi: "Non chiediamo le dimissioni di ministri o sottosegretari indagati". Ma il senatore Ncd, non indagato, ha dovuto lasciare
