Politica

Crollano i sindaci della grandi città

Il primo cittadino di Roma Marino perde il 2,6%. Male Pisapia e Doria. Solo Emiliano (Bari) e Fassino (Torino) incrementano i propri consensi

Cala il consenso dei sindaci delle grandi città italiane. L’indagine trimestrale Monitorcittà Aree Metropolitane dell’istituto di ricerca Datamedia, diretto da Natascia Turato, sulla soddisfazione dei cittadini sull’operato dei sindaci per il quarto trimestre del 2013 lascia spazio a ben pochi dubbi. La classifica anche questa volta vede il sindaco di Bari Michele Emiliano (Pd) in testa. È interessante invece verificare che è seguito da Piero Fassino (Pd), primo cittadino di Torino. Questi infatti sono gli unici sindaci delle grandi aree metropolitane ad avere il segno positivo, cioè a incrementare - seppur di poco - i propri consensi: il primo guadagna lo 0,9%, e il secondo lo 0,8%, rispetto a tre mesi fa. Tutti gli altri perdono consenso. Pisapia (Milano) -2,7%, Doria (Genova) -3,7%, Merola(Bologna) -1,6%, Orsoni (Venezia) -1,8%, De Magistris (Napoli) -0,5%. E arriviamo al sindaco di Roma, Ignazio Marino, che perde il 2,6%, rispetto a settembre del 2013. Un dato che fa scalpore, perché la rilevazione si ferma a settembre. Immaginate che cosa troveremo nei prossimi sondaggi, che Datamedia pubblicherà tra tre mesi, dopo i grandi disastri delle ultime settimane. Quindi i trend già negativi, diventeranno disastrosi. Manca da questa classifica, perché è diventato premier, Matteo Renzi, che troveremo presto nelle classifiche sulla fiducia. Ma il dato della città amministrata da Marino trova conforto con quelli, pubblicati sempre da Datamedia, che riguardano il governatore Nicola Zingaretti. Il Presidente della Regione Lazio ha perso il -6,4%, con un trend costantemente negativo nelle ultime quattro rilevazioni. Questo risultato di Zingaretti, confrontato con le rilevazioni Ipr Marketing di gennaio, non appare negativo ma drammatico. Zingaretti per Ipr si trova in coda alle classifiche, al penultimo posto. È chiaro quindi che esiste una difficoltà di consenso per tutti gli amministratori locali, ma nel Lazio la crisi sembra proprio colpire la narrazione di quel modello di buona amministrazione che il Pd laziale e romano ha tanto faticato a costruire. E sembra che questa idea di fallimento sia sostenuta anche da frange sempre più numerose del centrosinistra. Questi dati hanno fortemente rivitalizzato il centrodestra romano, ancora sotto shock dopo le avventure di Gianni Alemanno e della Polverini. Infatti ieri abbiamo assistito a un fuoco di fila incrociato di commenti alla pubblicazione della classifica. «Il consenso intorno al sindaco Marino è precipitato in modo netto. È la fine di un grande bluff, i romani hanno bisogno di risposte, il dato è la conferma che non sono più disposti a farsi prendere in giro», dichiara il senatore Ncd Andrea Augello. Mentre Luca Gramazio, capogruppo di Forza Italia della Regione Lazio, afferma: «Marino è sempre più solo. Dopo essere stato abbandonato dal suo stesso partito, arriva la bocciatura impietosa anche nel gradimento dei cittadini. In nove mesi si è contraddistinto solo per brutte figure, senza pensare alla pessima gestione dell’ondata di maltempo e la vicenda arsenico. Il sindaco marziano, giorno dopo giorno, sta davvero superando ogni limite». «Questi dati sono la fotografia di una Capitale in declino - dice Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio - Marino continua a perdere consensi e popolarità in modo vertiginoso. Infrastrutture, sviluppo e crescita sono ferme al palo, le istituzioni culturali paralizzate e declassate, sul fronte sicurezza e decoro la qualità della vita è peggiorata».

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