«È una medaglia». Così Beppe Grillo aveva detto pochi giorni fa ai deputati 5 Stelle puniti per aver occupato i banchi del governo. Stavolta sono invece gli attivisti a «premiare» il comico, condannato ieri in primo grado a 4 mesi di reclusione per aver violato i sigilli di una baita No Tav a Chiomonte durante una manifestazione. Dopo le proteste in Tribunale, sul suo blog un certo Alessandro B, torinese, ha scritto: «C’è condanna e condanna: per me quei quattro mesi per la rottura "di quei sigilli violati dal vento" (come avrebbe cantato Modugno) sono una medaglia al valore civile. Perché non sempre la "giustizia" coincide con la "legalità" (il Mahatma Gandhi lo sapeva bene e pure Sandro Pertini lo sperimentò duramente)». Ovviamente i parlamentari 5 Stelle, soprattutto quelli eletti in Piemonte, si sono fatti sentire. Stupito il senatore Marco Scibona: «Non ho veramente parole, entrare in baita abusiva 4 mesi, rubare e frequentare mafiosi una poltrona a Roma, cambiare Italia» scrive su Twitter. La deputata Laura Castelli va sulla stessa scia: «Beppe Grillo e Alberto Perino condannati a 4 mesi per violazione dei sigilli cantiere Tav. Ma la Valle non si ferma. Condannate chi protegge un territorio dalla mafia e dallo stupro dell’ambiente, ma permettete ai condannati di sedere in Parlamento e decidere per questo Paese». Netto anche il deputato Riccardo Fraccaro: «La protesta del M5S contro il Tav non si ferma: siamo la nuova resistenza». Il comico genovese affida il suo pensiero a un breve tweet: «Oggi mi hanno condannato a 4 mesi in primo grado. Non mi arrendo. La vostra solidarietà è un grande aiuto». Poche settimane fa, quando il pm aveva chiesto una condanna a nove mesi, Grillo aveva ribadito che non avrebbe fatto passi indietro. Anzi. «Questo è un appello di solidarietà alla Val di Susa - aveva scritto - Sono più di 500 inquisiti, tutti sotto processo per delle cose che io non riesco assolutamente a capire. Comunque io confido nella Giustizia. Sono calmo, sono sereno». Insisteva: «Sono molto sereno. Non ho grossi problemi. Il pm ha chiesto nove mesi di reclusione perché io avrei rotto un sigillo "già portato via dal vento", come scritto nella notifica. Era un sigillo che non c’era, un sigillo "inconsapevole". Mi hanno invitato in una baita dove mangiavano della polenta e io sono andato a mangiare la polentina. Però io sono tranquillo: nove mesi passano presto». Metteva anche sul blog il conto corrente per raccogliere soldi a favore della battaglia contro la Tav: «Voglio dare la mia solidarietà a Alberto Perino e a tutti i ragazzi della Val di Susa che devono risarcire un danno ipotetico di 215.000 euro, ne hanno già raccolti circa 100.000 e ne mancano altrettanti. C’è poco tempo e dobbiamo dargli una mano a risolvere questo problema». Del resto, concludeva, «la Tav è un problema che non riguarda solo la Val di Susa, ma tutta l’Italia e forse tutta l’Europa, ma noi siamo tranquilli! La Giustizia farà il suo corso e io sono calmo, perfetto e non mi agito assolutamente». Nel MoVimento vince il pragmatismo. Tanti sono convinti che proprio la sentenza di condanna a Grillo finisca per far conquistare voti ai 5 Stelle in vista delle elezioni europee. In ogni caso, il MoVimento continuerà a farsi sentire sulla Tav. Non è un caso che la prima iniziativa dei parlamentari vicini al comico genovese, il 23 marzo 2013, è stata la visita al cantiere di Chiomonte. Subito dopo gli attivisti hanno proposto una commissione d’inchiesta per rivalutare il progetto. Un impegno che arriva da lontano. Nel suo primo post sulla vicenda, nel 2005, il comico chiedeva: «Qualcuno ha spiegato in un pubblico dibattito prima agli abitanti della Val di Susa gli impatti ambientali, i benefici, i costi di questo progetto? E qualcuno ha raccolto e valutato le loro opinioni? Non possiamo continuare a imporre le decisioni come se fossero dettate sempre da interessi superiori. Le persone contano». Anni dopo il giudizio è rimasto lo stesso: «La Tav è un’opera inutile, anche un imbecille, se informato, lo capirebbe. Il costo spaventoso di 22 miliardi a carico quasi completo dei contribuenti. Una linea merci in una valle dove esiste già una linea ferroviaria con un massimo del 50 per cento trasportato rispetto alla capacità effettiva e in costante diminuzione da dieci anni. Un tunnel di 52 chilometri che finirà tra 12/15 anni progettato 25 anni fa dentro una montagna ricca di amianto. Questo in un Paese dove non ci sono i soldi per la sanità, i trasporti locali, la scuola». Insomma, insisteva il comico, «un Paese con le pezze al culo che ci spreme come limoni butta nel cesso 22 miliardi per un buco inutile». Il progetto, invece, va avanti. È stato approvato da tre governi diversi (di destra, sinistra e tecnico) ed è diventato una bandiera politica, che farà discutere ancora parecchio.
Grillo condannato per la protesta No Tav
Al comico 4 mesi di carcere per aver violato i sigilli di una baita Lui: «Non mi arrendo». E raccoglie soldi anche per gli altri manifestanti
