Politica

Soldi bloccati dai burocrati

di Alfredo Mantovano, ex sottosegretario al ministero degli Interno

Le leggi adottate dall’ultimo governo Berlusconi e l’impegno delle forze di polizia e della magistratura hanno reso più efficaci i sequestri e le confische dei beni dei mafiosi: dal 2008 in poi il valore di ciò che è stato tolto alle mafie supera il triplo del periodo precedente. Il punto debole è la destinazione dei beni, e va affrontato considerando la differente complessità di ciascuna delle tre tipologie del confiscato: il denaro contante e i titoli monetizzabili; gli immobili; le aziende. Nel servizio che trovate nelle pagine interne sono riportati esempi del disastro nel quale versano edifici di Roma sottratti alle mafie. Se possibile, ancora più grave è che lo Stato disponga oggi di tre miliardi e mezzo di euro liquidi e non li utilizzi. Nel 2008 venne costituito il Fug-Fondo unico giustizia, alimentato dal cash e dai titoli liquidabili tolti alla mafia, gestito dal ministero dell’Economia e destinato per metà a integrare le risorse del ministero dell’Interno e metà quelle della Giustizia. Da una risposta fornita dal sottosegretario all’Economia Casero a una interpellanza dell’on. Pagano, emerge che l’attuale disponibilità del Fondo è di 3 miliardi e 493 milioni di euro, di cui 415 milioni sequestrati e non ancora confiscati. Con un tale tesoretto, come gli straordinari si pagano dopo anni e il parco macchine è sempre più vecchio? La risposta è semplice: il ministero dell’Economia blocca queste risorse; nel 2012-2013 al Viminale e a via Arenula sono stati corrisposti appena 125 milioni di euro, circa il 3% del totale. Per quali ragioni? Passi che non si vogliano toccare i 415 milioni non ancora confiscati, pur se la legge impone di liquidarne una parte, ma perché i 3,1 miliardi di euro confiscati, quindi non più restituibili, vengono trattenuti? L’ipotesi più probabile, quanto assurda, è la rinuncia a assumere delle elementari responsabilità di firma da parte dei burocrati dell’Economia: cosa per la quale, peraltro, si riceve uno stipendio. Che cosa meriterebbe un padre di famiglia che ha un conto in banca importante e lascia morire di fame i figli? Ecco, via XX settembre ha da parte 3,5 miliardi liquidi del Fug e fa chiudere i presidi di polizia. Da un lato vi è meccanismo costruito come un bancomat virtuoso – tolgo cash e titoli collocabili sul mercato ai mafiosi e li giro alle forze di polizia e alla magistratura per rendere la loro azione più efficiente –, dall’altro vi è chi lo fa funzionare solo per le somme in entrata. Sbloccare il Fug è il primo passo per rendere credibile il sistema; se si ha un portafoglio rigonfio e non lo si apre quando serve, perché meravigliarsi che ville e aziende continuano a non essere utilizzate?

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