Politica

Il sottosegretario Gentile si dimette

Le polemiche degli ultimi giorni si sono rivelate decisive. Tornerà ad essere un semplice senatore. Alfano: "Non è indagato ma si dimette. Per noi viene prima l'Italia"

Il governo Renzi perde il primo pezzo. Antonio Gentile si è dimesso da sottosegretario alle Infrastrutture. Le polemiche degli ultimi giorni si sono rivelate decisive. Tornerà a fare il semplice senatore. Dopotutto era quello che gli chiedevano un po' tutti (tranne i colleghi del Nuovo centrodestra). Ma il dato politico non è certo incoraggiante per il nuovo esecutivo. Il premier ha dato l'impressione di essere schiavo dei diktat della maggioranza. Incapace di decidere persino chi promuovere sottosegretario e chi no. Non serviva molto. La vicenda che riguarda Gentile è più che nota ed è legata alle presunte pressioni che il senatore calabrese avrebbe esercitato, attraverso terzi, per evitare l'uscita del numero dell'Ora della Calabria in cui si parlava di guai giudiziari che interessavano suo figlio. Bastava una ricerca su Google per venirne a conoscenza. Invece Renzi prima ha presentato la lista di sottosegretari e viceministri. Poi, incalzato in primis dal suo partito, ha cominciato a chiedere un passo indietro.   Che oggi è puntualmente arrivanto. Con una lettera inviata al presidente del Consiglio, al segretario del Ncd Angelino Alfano e al presidente della Repubblica, in cui Gentile spiega: "Lo stillicidio a cui sono sottoposto da diversi giorni e che ha trovato l'acme quando sono stato nominato sottosegretario alle Infrastrutture, mi ha portato a una decisione sofferta, maturata nell'esclusivo interesse del mio Paese e nel rispetto del mio partito". Il senatore calabrese fa sapere che non tornerà sui motivi "organizzati ad arte per danneggiare in modo indegno" la sua persona. "Ciò che avevo da dire sui mandanti e sugli ascari che hanno ordito questa tragicomica vicenda l'ho espresso a chiare lettere. Ho presentato querela contro i miei detrattori il 26 febbraio, ben prima dell'attuale compagine governativa, con una comunicazione scritta al presidente Grasso, nella consapevolezza di avere questo unico strumento di difesa". Sostiene che il Paese di Cesare Beccaria è tornato nel medievalismo più opaco, fatto di congetture astruse e di mera cattiveria. Un politico che ha vissuto la sua vita senza alcuna macchia, che non ha indagini a suo carico, che è incensurato, viene costretto dalla bufera mediatica a non poter esercitare il suo incarico. "È una riflessione amara, ma reale, di un segmento dell'Italia che preferisce vivere di slogan e di sentimenti truci, sfruttando la disperazione di tanta gente al solo scopo di uccidere la politica, le sue basi comuni, il diritto positivo". Gentile si difende. Nella lettera non si appella neppure al garantismo, "giacché non sono indagato di niente: eppure, sono divenuto carne da macello, per soddisfare la bulimica perversione di chi intende la lotta politica come mezzo di sopraffazione".     Reazioni. Il primo a commentare la scelta di Gentile è ovviamente Angelino Alfano: "Il senatore Gentile ha rassegnato le proprie dimissioni da sottosegretario senza che alcuna comunicazione giudiziaria lo abbia raggiunto. Lo ha fatto per il bene comune e con grande generosità, e siamo convinti che il tempo (speriamo brevissimo) gli darà ragione. Per noi viene prima l'Italia". Nessun commento ufficiale, invece, da Palazzo Chigi anche se viene fatto filtrare che il premiere avrebbe commentato: è stata una scelta di Ncd che rispettiamo e apprezziamo.

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