Politica

Anche Toti contro Renzi: il governo è nato male ed è partito peggio

Daniele Di Mariod.dimario@iltempo.it È gi finita la luna di miele tra Forza Italia e il nuovo governo guidato dal segretario del Partito democratico Matteo Renzi. Le parole pronunciate da Silvio...

È gi finita la luna di miele tra Forza Italia e il nuovo governo guidato dal segretario del Partito democratico Matteo Renzi. Le parole pronunciate da Silvio Berlusconi sabato scorso hanno lasciato il segno, provocando gli attacchi dello stato maggiore azzurro. Il Cavaliere ieri l’altro aveva nettamente preso le distanze dal presidente del Consiglio, osservando che all’Italia «serve un governo vero» e che le riforme «sono impossibili con questa maggioranza». Il cambio di rotta di FI prevede quindi collaborazione con l’esecutivo per l’approvazione della nuova legge elettorale - dmani l’Italicum arriva in Aula alla Camera e in settimana dovrebbe esserci l’approvazione, poi la palla passerà al Senato - per poi andare al voto il prima possibile. Berlusconi è convinto di poter aumentare il consenso ottenuto nel 2013: l’obiettivo è ottenere quattro milioni di voti in più, cioè la vittoria al primo turno senza bisogni del ballottaggio. Del resto le parole del consigliere politico di FI Giovanni Toti sono in tal senso inequivocabili. «Il governo Renzi, nato male e senza legittimazione popolare, è partito peggio con una serie di tasse che gravano sugli italiani, la casa e le accise della benzina, poi la scelta dei sottosegretari, discutibile e fatta con il manuale Cencelli», dice Toti in un’intervista a Studio Aperto . «Speriamo che dalla settimana prossima, quando la prima riforma importante, quella elettorale, arriverà in Parlamento - conclude Toti - il governo Renzi trovi più coraggio nelle sue scelte, perché il suo credito è già quasi esaurito». A non andare giù a FI è il provvedimento sulla Tasi licenziato nell’ultimo Consiglio dei ministri. «La Tasi è un’altra botta. La sintesi plastica del presidente Squinzi sull’aumento delle aliquote Tasi deciso dal governo Renzi conferma il nostro allarme - dice Anna Maria Bernini, vicecapogruppo vicario di Forza Italia al Senato - Al di là delle promesse e delle buone intenzioni a parole, i primi passi di Renzi sono claudicanti e rischiano di dare il colpo di grazia alle finanze delle famiglie e delle imprese». Secondo la Bernini, «la Tasi di Renzi in qualche caso è addirittura più pesante dell’Imu di Monti e colpisce l’80 per cento degli italiani che pensavano di aver costruito il risparmio sugli immobili e si trovano oggi a stringere la cinghia per paura del futuro. Penalizzare anche gli immobili commerciali e industriali deprime i consumi, la crescita, e neutralizza oltretutto, secondo la Cgia di Mestre, l’effetto dell’ancora ipotetico taglio del cuneo fiscale - conclude la senatrice di FI - Così come scritte sull’acqua sono le detrazioni che dovrebbero compensare le aliquote comunali più alte. Renzi cominci mantenere anche solo un decimo delle sue promesse di rilancio dell’economia, o ci troveremo presto al punto di non ritorno». «Altro che rivoluzione fiscale - dice il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri - Quella del governo Renzi si annuncia una rapina fiscale ai danni degli italiani colpiti su un bene fondamentale come la casa. È questa la vera patrimoniale che avevano in mente: colpire tutto il settore edilizio e immobiliare. Nessuna differenza con i governi Monti e Letta, nel sonno indifferente delle sentinelle delle tasse. Quello dell’aumento della Tasi è una vergogna che denunceremo. Il governo parte malissimo».

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