Le autobotti promesse con l’acqua «pulita» non sono mai arrivate. Nessuno si è fatto vivo per aiutare e tranquillizzare i migliaia di romani che l’altro ieri hanno scoperto l’esistenza dell’ordinanza del sindaco Ignazio Marino che vieta l’uso dell’acqua fino al 2014. Un provvedimento firmato il 21 febbraio scorso, pubblicato sul sito del Campidoglio il 28 e per nulla pubblicizzato. Siamo andati a toccare con mano qual è la situazione tra i cittadini di Roma Nord che non possono più bere dai rubinetti, che non possono fare la doccia e nemmeno lavarsi i denti. Troppo pericoloso. Fino a l’altro ieri, prima che la stampa lo scoprisse, nessuno dei cittadini dei Municipi XIV e XV che si servono degli acquedotti rurali Arsial di Malborghetto, Brandosa, Casaccia, Casal di Galeria, Monte Oliviero, Piansaccoccia e Camuccini era a conoscenza del divieto. Ora molti romani (alcune migliaia per l’Arsial, appena 500 per l’amministrazione comunale), sono «terrorizzati». Ma anche chi non abita nelle vie elencate nell’ordinanza comunale ha paura di bere dal rubinetto, di lavare i panni con quell’acqua all’arsenico e con livelli batteriologici fuori controllo. L’ansia è arrivata fino a Primavalle, dove la gente ha fatto incetta di acqua nei supermercati. Ancora ieri molti cittadini non erano stati informati del pericolo. Come a via Cornalba, in Municipio XV, dove si servono dell’acquedotto Malborghetto. Ai residenti di via Paravia, in Municipio XIV, che utilizzano quello di Piansaccoccia, invece, ieri all’ora di pranzo è stato recapitato un foglio con l’intestazione di Roma Capitale: «Avviso ai cittadini. Con ordinanza sindacale n.36 del 21 febbraio 2014, è stato disposto il divieto di utilizzo dell’acqua per il consumo umano a causa dell’emergenza arsenico rilevata dalla Asl Rm/C. La presente strada è tra quelle sottoposte a divieto. Il divieto si protrarrà sino al 31 dicembre 2014. Acea Ato 2 Spa interverrà per il risanamento degli acquedotti». Un semplice avviso consegnato a mano da alcuni uomini della Protezione civile. Ma di autobotti, come previsto dall’ordinanza, nemmeno l’ombra. «Mi ha telefonato mia sorella preoccupata - racconta Alessandro Lelli, che vive in via Paravia 400, una delle abitazioni coinvolte - Fortunatamente abbiamo anche l’allaccio con l’Acea perché d’estate l’acqua dell’Arsial non arriva mai. Comunque nessuno si è presentato con le autobotti». La famiglia che risiede al civico 509, l’ultima della strada, racconta che «la scorsa estate sono venuti a prendere dei campioni della nostra acqua. Mia figlia su internet ha letto quello che stava succedendo e abbiamo fatto scorte al supermercato». Allora abbiamo provato a chiamare lo 060606, il contact center di Roma Capitale. Una voce registrata comunica: «Si avvisano i cittadini che fino al 31 dicembre 2014 è vietato l’utilizzo dell’acqua per il consumo alimentare, l’igiene personale e per altri usi nelle zone dei Municipi XIV (ex XIX) e XV (ex XX) serviti dagli acquedotti dell’Arsial. Da domenica 2 marzo si provvederà ad assicurare la fornitura idrica con punti di rifornimento sul territorio». Poi la voce aggiunge: «Si tratta di un provvedimento di tipo precauzionale e senza carattere di urgenza». Eppure l’ordinanza del sindaco Marino ordina con «urgenza (...) ai fini della tutela e della salvaguardia della salute pubblica agli utenti Arsial il divieto dell’acqua per il consumo umano». C’è molta preoccupazione anche tra i residenti del quartiere Piansaccoccia che non vivono su via Paravia. «La gente è terrorizzata - spiega il presidente del comitato di quartiere, Gianluca Riparbelli - Ma se gli accertamenti dell’Asl sono stati fatti già nel 2013, perché l’ordinanza è solo di pochi giorni fa?». «Le persone non sanno che un conto è il nome del quartiere, un altro quello dell’acquedotto - aggiunge il vicepresidente del comitato Antonio Meloni - Appena hanno sentito che era interessato anche Piansaccoccia hanno chiamato spinti dalla paura». Ai residenti che utilizzano l’acquedotto di Malborghetto, invece, non è arrivata alcuna comunicazione. Emilio Boccalini, responsabile Prociv (Protezione civile) XV Municipio, vive in via Cornalba. «A noi non ci hanno detto nulla, né come cittadini né come associazione. Ci sono arrivate tantissime telefonate di cittadini preoccupati». All’inizio dell’anno Emilio ha montato un filtro per l’acqua, dal quale ieri è uscita una poltiglia di colore nero. Sembra petrolio. Dalle tubature vicino a casa sua, dove passa l’acqua dell'Arsial, «uno dei tubi sembra di eternit». Patrizia e Carlo, vicini di casa di Emilio, quando si sono trasferiti in via Cornalba, più di dieci anni fa, hanno ricevuto una comunicazione dell’Arsial che diceva che «l’acqua non era potabile. Questa ordinanza però dice che non possiamo neppure lavarci con l’acqua che esce dal rubinetto. Di autobotti non se n’è vista una».
Acqua al veleno. «Ci hanno lasciati soli»
Viaggio nei quartieri dove Marino ha vietato di bere e lavarsi dai rubinetti: «Le autobotti promesse non sono arrivate». Nei filtri resta una melma nera
