Politica

Comunicazione di servizio

di Gian Marco ChiocciMarino fa acqua da tutte le parti. Il sindaco di Roma, ribattezzato Sotto Marino per le catastrofi politico-alluvionali di un mese fa, ne ha combinata un’altra delle sue: per...

Marino fa acqua da tutte le parti. Il sindaco di Roma, ribattezzato SottoMarino per le catastrofi politico-alluvionali di un mese fa, ne ha combinata un’altra delle sue: per otto giorni ha nascosto a una bella porzione di cittadinanza di Roma Nord (diecimila persone) la notizia che l’acqua delle utenze domestiche era pericolosamente inquinata e contaminata. Anziché allertare subito i municipi, battere una per una le strade a rischio, tappezzare i quartieri di avvisi, bombardare tv e radio locali e nazionali con avvertimenti mirati, il Campidoglio s’è attivato con la solita sciatteria limitandosi a piazzare l’annuncio sul sito del Comune di Roma senza darne pubblicità. Ciò facendo, il sindaco e i suoi attendenti pensavano d’aver svolto bene il compitino quand’invece s’erano comportati come nei giorni neri dell’inondazione allorché in ritardo - anche lì - attivarono l’allerta meteo e la macchina dei soccorsi. Ieri però la verità, quella vera, ha preso drammaticamente forma. Leggendo l’ordinanza che vietava l’utilizzo dell’acqua si scopriva che l’ente regionale preposto al controllo degli acquedotti di Roma Nord aveva comunicato al Campidoglio l’esito nefasto di alcuni test sui valori batteriologici. La corrispondenza si dà per avvenuta prima del 21 febbraio, giorno in cui Marino firma in gran segreto l’ordinanza per vietare l’uso dell’acqua sia in cucina che in bagno, per lavarsi. La comunicazione è protocollata il 27 e pubblicata sul sito del Comune l’indomani, cioè l’altroieri. Otto giorni persi, se non di più. Interpellato da Il Tempo il Comune ha ridimensionato la portata del pericolo. Le carte però provano il contrario. È ora di buttare via Marino con l’acqua sporca.

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