Dopo il giuramento di viceministri (9) e sottosegretari (35) nelle mani del governo non restano che polemiche. Nel Pd montano i malumori. Le nomine non si possono certo definire all'insegna della rottamazione, ma non è questo il motivo dei mal di pancia. Nella giornata di ieri avevamo pubblicato un articolo in cui venivano ricordati i guai giudiziari di alcuni sottosegretari scelti da Matteo Renzi (?) per comporre la sua squadra. Da Francesca Barracciu ad Antonio Gentile. Ed è proprio su quest'ultimo che vale la pena soffermarsi per andare oltre le rogne giudiziarie e parlare di un problema politico. Si perché, a quanto pare, il Presidente del Consiglio guiderebbe un esecutivo a sua insaputa non dimostrando alcun interesse alla sua formazione. Torniamo a Gentile. Nessuno lo vuole, l'unica difesa arriva dai suoi di Ncd. Politici e giornali sono contro di lui. Oggi su Repubblica, Lorenzo Guerini, scrive che Gentile lo ha voluto Angelino Alfano. E ci chiediamo se questa giustificazione sia sufficiente a sollevare il premier da ogni responsabilità. Come se Renzi volesse dire: "Io non c'entro. Perlate con lui, il mio socio". Gentile è l'uomo di Alfano in Calabria, è implicato (non è indagato) in un'inchiesta sulla sanità calabrese ed è stato chiamato in causa nella censura del quotidiano "L'Ora della Calabria". Il fatto risale allo scorso febbraio. Dalla redazione del quotidiano diretto da Luciano Regolo vengono inviate le pagine alla tipografia per la stampa. In prima pagina una notizia clamorosa, in esclusiva: il figlio del senatore Antonio Gentile, Andrea, è indagato per abuso d'ufficio, falso ideologico e associazione per delinquere. Il direttore Regolo dice di ricevere una telefonata dal tipografo che si propone come mediatore della famiglia Gentile: il giornale potrà uscire soltanto se epurato della notizia. Regolo naturalmente si rifiuta di eseguire l'ordine, ma il tipografo insiste e secondo le parole del direttore usa un linguaggio mafioso: "Attenzione perché quando il cinghiale viene ferito, poi ammazza tutti". Inquietante. Renzi sarà pure impegnato ad allenarsi al triplo salto carpiato all'indietro per dare uno straccio di futuro al Paese, ma con un pizzico di ironia una domanda gli andrebbe posta: "Presidente, il governo è il suo o di Alfano?"
Affare sottosegretari. Renzi guida il governo a sua insaputa?
Il tanto criticato Gentile sarebbe stato voluto nella squadra da Alfano, ma il premier avrebbe dovuto controllare
