Il più veloce a far sapere che era finito nella squadra dei viceministri è stato Lapo Pistelli, del Pd, che lo ha annunciato via twitter quando ancora da palazzo Chigi non era stata fatta uscire la lista ufficiale dei nomi. Il più arrabbiato per l’esclusione è stato invece Emanuele Fiano, area Dario Franceschini, che sui social network ha dato subito sfogo alla sua delusione. Gli altri, i 44 sottosegretari (9 dei quali sono stati scelti come viceministri) ieri sera alle 9 e mezza si sono ritrovati tutti a palazzo Chigi per il giuramento. Il premier è stato comunque abbastanza «disinvolto» nella scelta, chiamando nella squadra di governo anche personaggi finiti in episodi non del tutto chiari. Come Francesca Barracciu, sottosegretario alla Cultura, che proprio Renzi aveva invitato a ritirarsi dalla corsa per le primarie del Pd in Sardegna perché indagata nell’inchiesta per le spese pazze dei fondi ai gruppi regionali. Tonino Gentile, del Ncd, è invece accusato di avere fatto pressioni, attraverso lo stampatore Umberto De Rose perché il quotidiano l'Ora della Calabria non pubblicasse la notizia di un'indagine della Procura di Cosenza a carico di suo figlio Andrea, al quale vengono contestati i reati di abuso d'ufficio, falso ideologico e associazione a delinquere nell'ambito del caso Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Vito De Filippo, ex governatore della Basilicata del Pd, che si dimise ad aprile del 2013 perché la sua Giunta fu travolta da un’inchiesta su rimborsi illeciti, è stata scelto come sottosegretario alla Salute. Infine Umberto Del Basso De Caro, nuovo sottosegretario alle Infrastrutture, deputato Pd sannita, è citato nelle telefonate di Felice Pisapia sulla Asl di Benevento nelle quali è finita anche l’ex ministro Nunzia De Girolamo.
Nuovi sottosegretari e rogne giudiziarie
Alla Cultura Barracciu, finita nell’inchiesta sulle spese pazze in Sardegna. Dentro anche Gentile, accusato di pressioni sul quotidiano L’Ora di Calabria
