ISERNIA Intasare l’ambasciata indiana a Roma con una valanga di cartoline. Il Molise prova a dire la sua e a promuovere una protesta, pacifica, per chiedere la liberazione dei due marò. Sperando che l’iniziativa venga condivisa anche da altre regioni italiane. E, perché no, anche dai connazionali che vivono all’estero. L’idea è stata lanciata dall’Udc di Isernia, che questa mattina allestirà un banchetto in piazza Carducci. Dalle 9.30 verranno distribuite le cartoline da inviare nella Capitale, con la scritta «Massimiliano e Salvatore subito in Italia». Ma nulla vieta di spedire nella sede di XX Settembre a Roma cartoline illustrate o, se si vuole, personalizzate. L’importante è partecipare. Quello di questa mattina a Isernia è in realtà un primo test. Servirà a capire quanto il dramma dei due fucilieri è sentito da queste parti. La speranza è di riuscire a sensibilizzare il maggior numero di persone possibile, in modo da poter proporre nei prossimi giorni l’iniziativa anche a Campobasso e Termoli, prima, e nei centri più piccoli, dopo. L’ obiettivo da raggiungere è che ogni famiglia molisana mandi almeno una cartolina. In fondo bastano solo sessanta centesimi per il francobollo. «Con questa iniziativa - ha detto il segretario provinciale dell’Udc di Isernia, Mimmo Izzi - vogliamo far sentire la vicinanza dell’Italia ai due militari e, al tempo stesso, protestare con lo Stato asiatico che trattiene i nostri connazionali da più di due anni. Massimiliano e Salvatore sono innocenti, è ora che tornino a casa. La storia dei due marò, bloccati in India da più di due anni in attesa di giudizio, sta facendo nascere nelle coscienze del popolo italiano, oltre a un forte sdegno, anche quel sentimento di unità patriottica che, in occasioni come queste, lega indissolubilmente tutti gli abitanti della penisola». Da qui l’idea dell’Udc di propmuovere una proposta forte per scuotere le coscienze e per far sentire la vicinanza dell’Italia ai due militari. «Speriamo di essere in tanti, in modo da intasare in maniera pacifica l’ambasciata indiana - ha aggiunto Izzi - e dare un segnale importante affinché questa vergognosa vicenda veda ormai la fine». E a volte anche un piccolo gesto può fare rumore. Per questo i promotori dell’iniziativa sono certi di riuscire nell’impresa, ambiziosa, di far decollare dal Molise una protesta che coinvolga tutta Italia. Un segnale semplice, ma dovuto, ai due militari che - ha commentato il segretario dell’Udc -, stavano solo facendo il loro lavoro a servizio dello Stato italiano».
La protesta: «Intasiamo di lettere l’ambasciata indiana»
Deborah Di Vincenzo ISERNIA Intasare l’ambasciata indiana a Roma con una valanga di cartoline. Il Molise prova a dire la sua e a promuovere una protesta, pacifica, per chiedere la liberazione dei...
