«Il governo Renzi non ha avuto una partenza brillantissima. Appena insediatosi, la prima cosa che ha fatto è stata inasprire la tassazione sulla casa, che per noi resta un bene sacro, il pilastro sul quale le famiglie basano il loro futuro». Non è tenero, Silvio Berlusconi, con il presidente del Consiglio. Dandogli un assaggio di quello che probabilmente intende per opposizione responsabile: d’accordo l’intesa sulle riforme, che serve a portare a casa la legge elettorale entro un anno, «come promesso da Renzi», ma per il resto Forza Italia continuerà a dire la sua su tutti i provvedimenti che il governo licenzierà. E a criticarli con durezza quando non piaceranno. È il caso del ritocco della Tasi autorizzato ieri dal Consiglio dei ministri. Non proprio il viatico migliore per un esecutivo che si era insediato con promesse di tutt’altro tenore. E così il Cavaliere approfitta della telefonata a un evento della «Missione Azzurra» a Frosinone per sferrare il primo fendente al governo. Senza mai tralasciare, naturalmente, che «questo è il terzo esecutivo che viene nominato senza essere passato per la legittimazione popolare, e questo in una democrazia non va bene. È quello che si chiama colpo di Stato». Nel corso dei 38 minuti di monologo - in gran parte dedicati ai clunb Forza Silvio - l’ex premier sembra già tracciare quella che rischia di essere la parabola poco fortunata per il segretario del Pd. Lo fa, in particolare, quando accenna alle difficoltà avute in prima persona con i partitini e con le coalizioni troppo eterogenee. Parla di sé, Berlusconi, ma sembra chiaramente alludere al governo dell’ex «rottamatore», vittima dei veti incrociati della minoranza democratica, degli alfaniani, dei popolari e dei montiani. È anche in virtù di queste considerazioni che il Cavaliere traccia un orizzonte molto limitato per il governo Renzi: «Credo che sia molto difficile che si arrivi realmente al 2018 - spiega ai militanti di Frosinone - è molto più probabile che si torni al voto tra un anno e qualche mese, quando la legge elettorale sarà stata approvata come ha promesso il premier». E per quella scadenza Berlusconi - che nel frattempo dovrebbe anche aver saldato i suoi «debiti» con la giustizia, promette la battaglia definitiva della sua carriera politica. «Già nel 2011 volevo ritirarmi dalla politica per coltivare altre passioni. Ma questa sarà davvero la mia ultima mossa. O la va o la spacca. Vorrei lasciare la vita pubblica con la sicurezza di aver garantito la democrazia al mio Paese. Questo è il mio appello per tutti». Naturalmente il Cavaliere ha già in mente i temi caldi su cui battere per la campagna elettorale. Partendo da uno dei suoi cavalli di battaglia: «Ho delle carte segrete, che non appaleso se non in campagna elettorale, sulle cose che possiamo offrire agli anziani. Ad esempio le pensioni e vi assicuro che c’è il modo di poterle aumentare». Oggi Berlusconi interverrà telefonicamente alla manifestazione di Forza Italia a Trecate (Novara), per l’inaugurazione del Club Forza Silvio. Confermando così la sua rinnovata passione per la struttura simile a quella che accompagnò la nascita di Forza Italia nel 1994. E il sostanziale disinteresse per altre faccende di partito, come l’ormai sempre più lontano organigramma.
Il Cav gela Renzi: "È partito malissimo"
Berlusconi critica il premier sulla Tasi: ha debuttato tassando la casa Poi lancia la sfida: «Si vota tra un anno e sarà la mia ultima battaglia»
