Politica

Le primarie «premiano» la destra

Dopo la consultazione dello scorso week end Fratelli d’Italia stimata quasi al 7%. Storace chiude alla reunion: «Non basta il vecchio simbolo in formato mignon»

Le primarie fanno bene ai partiti. Era accaduto già lo scorso dicembre 2012, quando la sfida tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi trascinò il Pd oltre il 35% nei sondaggi. Si è ripetuto in misura minore anche per le consultazioni organizzate da Fdi-An lo scorso week end. A svelare le prime rilevazioni sulle primarie è Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia. «Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da PollWatch, prestigioso istituto demoscopico che lavora nell’ambito delle Istituzioni europee, realizzato in questi giorni, Fratelli d’Italia raggiungerebbe il 6,6% che equivale al raggiungimento di 6 seggi nel Parlamento Europeo». Va considerato il contesto particolare. Le elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo, infatti, tendono a premiare le forze maggiormente anti-europeiste, specie in una situazione di sfiducia verso le istituzioni continentali come quella attuale. Cionostante il dato è significativo. E Fdi-An fino a maggio potrebbe contare su almeno altri due aspetti favorevoli. Innanzitutto, aver recuperato lo storico simbolo di Fiuggi, a cui una larga parte del popolo della destra italiana si sente legato. In secondo luogo, il primo congresso ufficiale che si terrà all’inizio del prossimo marzo. Una nuova occasione per occupare la discussione politica. Determinante sarà, probabilmente, anche riuscire a unire la propria strada a quella del Movimento per Alleanza Nazionale guidato da Adriana Poli Bortone e Francesco Storace. Anche se l’ex governatore del Lazio finora appare assai poco possibilista. «Quello che era il nostro auspicio non si è realizzato - ha scritto Storace sul Giornale d’Italia -. Abbiamo tifato per una soluzione, e cioè che potesse "essere ritenuto prioritario" il simbolo di Alleanza nazionale nella sua interezza, al fine di contribuire a costruire un partito che raccolga l’eredità della Destra italiana. La risposta è stata quella che abbiamo visto, aenne formato mignon».

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