Politica

Ignazio nel mirino della Lega e dei grillini

Se l’ex sindaco Alemanno in una lettera sul blog afferma lapidario «i veri eroi sono i cittadini romani, Marino si dimetta», è come al solito la Lega Nord a farla da padrona - grillini a seguito...

Se l’ex sindaco Alemanno in una lettera sul blog afferma lapidario «i veri eroi sono i cittadini romani, Marino si dimetta», è come al solito la Lega Nord a farla da padrona - grillini a seguito - nella becera lotta contro Roma ladrona. Uno striscione in consiglio comunale a Milano dei consiglieri leghisti recitava «Marino Fallito». Tutto sommato una "scaramuccia" rispetto a quanto avvenuto a mezzo stampa. «In questo Paese abbiamo cosiddetti onorevoli che dicono di volere un commissario di nome Nerone per bruciare Roma e i romani - commenta Marino riferendosi ai leghisti - queste persone, quelli della Lega ma anche i grillini, dovrebbero restare seduti quando ascoltano l’inno di Mameli, non sono degni del nostro Paese. In altri Paesi chi offende la bandiera viene arrestato. Qui invece si diventa parlamentari». Un invito a nozze per il segretario del Carroccio Matteo Salvini: «Mi dispiace per i cittadini romani che hanno subito per anni un’amministrazione sprecona e ora non meritano proprio un pessimo sindaco: Marino dimettiti. La cattiva amministrazione di Roma è un insulto agli italiani e alle migliaia di sindaci che, soprattutto al Nord, hanno faticato, tagliato e risparmiato. I sindaci del Nord da oggi sono in rivolta e sono imbufaliti dopo le parole di Marino. Il sindaco dice che in un Paese civile la Lega dovrebbe essere in galera? No, in un Paese civile sarebbero in galera i politici romani che hanno fatto un debito da record mondiale!». A parlare di «trappolone» del Pd nei confronti del sindaco capitolino sono invece i grillini: «Di nuovo in azione la task force di Renzi, quella addetta alle coltellate alle spalle. Stavolta, la vittima designata è il sindaco romano Ignazio Marino, che con l’avvento dei giovani renziani ha perso ogni protezione politica e probabilmente presto perderà il posto - dice il gruppo M5S alla Camera - lo si lascia a braghe calate, niente soldi alla Capitale e tieniti i debiti. Ma stavolta, la task force sta furbamente accusando il MoVimento 5 Stelle. Già martedì, la maggioranza sapeva e aveva deciso che il Salva Roma sarebbe decaduto. Una decisione che non è avvenuta presso le sedi competenti ma, evidentemente, attraverso accordi presi nei corridoi del Palazzo. Quella messa in scena del Ministro Boschi è stata una recita di basso livello propagandistico: la Ministra ha dichiarato pubblicamente che la causa del ritiro è l’ostruzionismo del M5S... quando noi non avevamo fatto ancora neppure un intervento».

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