Non solo decreto salva Roma e Tasi. Il Consiglio dei ministri di oggi dovrebbe servire anche per completare l’esecutivo con la nomina di viceministri e sottosegretari. Si tratta di un’infornata di 40, massimo 46 figure che serviranno, da un lato, a completare la squadra del premier Matteo Renzi, dall’altra per accontentare gli appetiti dei partitini e blindare la tenuta della maggioranza in considerazione soprattutto degli esigui numeri al Senato. A questo proposito, due posti di sottogoverno sono praticamente già assegnati: Riccardo Nencini (Psi, si parla della Cultura) e Bruno Tabacci (Centro Democratico). Al Pd dovrebbero andare 22-25 poltrone, di cui la metà verrà assegnata alle varie minoranze del Nazareno, la cui reggenza verrà affidata al ticket Deborah Serracchiani - Lorenzo Guerini , con l’organizzazione ad Matteo Richetti , in corsa però anche per un ruolo nel governo. Sicuri ormai Enrico Morando come viceministro all’Economia e Claudio De Vincenti allo Sviluppo economico. Alla Farnesina confermato Lapo Pistelli . Erasmo De Angelis andrebbe alle Infrastrutture o all’Ambeinte e Giovanni Legnini all’Editoria, ma si parla anche di un ruolo ai Rapporti col Parlamento. Tra le novità Ivan Scalfarotto per la delega a Pari opportunità, Droga e Diritti Civili. Anche Simona Bonafé , Angelo Rughetti (all’Interno dove sarebbero in calo le quotazioni del franceschiniano Emanuele Fiano e potrebbe essere confermato il popolare Gianpiero Bocci ), e Lorenza Bonaccorsi dovrebbero entrare nella compagine di governo. Sempre in quota renziana David Ermini potrebbe finire alla Giustizia. Scontato l’approdo di Luca Lotti a sottosegretario alla presidenza del Consiglio, anche se la delega ai servizi potrebbe restare al veltroniano Marco Minniti . A palazzo Chigi, con la delega agli Affari europei, è ballottaggio tra Enzo Moavero Milanesi e il prodiano Sandro Gozi , favorito. Dovrebbe rientrare anche Domenico Manzione , uscente all’Interno, mentre incertezze vi sono su Simonetta Giordani , uscente dalla Cultura. Per l’Istruzione è in corsa anche Simona Malpezzi . Per Areadem, in corsa Antonello Giacomelli , Pierpaolo Baretta , Bruno Astorre , Pina Picierno , Francesca Puglisi , Manuela Ghizzoni e Mariangela Bastico . Ai Rapporti con il Parlamento si parla di una conferma di Sesa Amici e di Sabrina De Camillis , ma potrebbe aggiungersi un sottosegretario alle riforme. Giusy Nicolini , sindaco di Lampedusa, potrebbe essere chiamata a occuparsi di Integrazione. L’area bersaniana dovrebbe riconfermare, oltre a Legnini, anche Filipo Bubbico , Paolo Fadda (Salute), Maria Cecilia Guerra (Welfare). Si parla anche di Elisa Simoni e Davide Zoggia . Tra i giovani turchi potrebbe spuntarla Silvia Velo , favorita su Francesco Verducci e Guido Calvisi . All’Ambiente potrebbe andare Chiara Braga . In quota Nuovo Centrodestra, Enrico Costa dovrebbe andare a ricoprire il ruolo di viceministro alla Giustizia, lasciando a Nunzia De Girolamo il posto di capogruppo alla Camera. Dovrebbero essere 10 i posti assegnati al partito di Angelino Alfano. Tra i riconfermati Luigi Casero all’Economia, Gioacchino Alfano alla Difesa, Simona Vicari allo Sviluppo economico, Federica Chiavaroli . In corsa anche Barbara Saltamartini . Scelta civica va verso la riconferma di due sottosegretari, guadagnandone due in più. Ilaria Borletti Buitoni alla Cultura e Carlo Calenda viceministro allo Sviluppo economico (ma potrebbe succedergli Irene Tinagli con lo spstamento di Calenda al Commercio estero). New entry invece Enrico Zanetti al Mef e Benedetto Della Vedova al dicastero del Lavoro, ma potrebbe andare al Mef nel caso incui al Lavoro dovesse entrare alla fine come viceministro Piero Ichino . L’Udc dovrebbe incassare Roberto Rao alla Giustizia, mentre i Popolari un viceministero per Mario Mauro (Affari europei o Coesione territoriale); in corsa Mario Giro , Tito Di Maggio , Aldo Di Biagio e Andrea Olivero .
I mini-partiti dettano legge
Un’infornata di 46 poltrone per tenere buoni gli alleati e blindare la maggioranza di Renzi
