Politica

M5S, il web si pronuncia: espulsi

Francesco Campanella, Luis Alberto Orellana, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista sono fuori dal Movimento

Domani mattina, secondo quanto si apprende, i 4 senatori espulsi Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista, insieme alla collega dissidente Monica Casaletto formalizzeranno le loro dimissioni da senatori alla presidenza del Senato. Gli altri 4 invece - Maria Mussini, Chiara De Pietro, Alessandra Bencini e Maurizio Romani - stanno partecipando ancora all'assemblea dei senatori 5 stelle anche se l'orientamento sarebbe quello delle dimissioni anche per loro quattro. In tutto sono 9. Intanto, 4 senatori dissidenti sono ufficialmente fuori dal Movimento. Hanno partecipato alla votazione 43.368 iscritti certificati. 29.883 hanno votato per ratificare la delibera di espulsione. 13.485 hanno votato contro. Grillo rigrazia i partecipanti. Luis Alberto Orellana si era già dimesso. "Sono stato eletto con il simbolo di Beppe Grillo. So che lui ci tiene molto alle sue cose e quindi glielo restituisco. Lui fa un discorso molto venale, falso. Non sono ventimila ma quattordicimila euro quelli che percepiamo. A me, alla fine, restano 3mila euro, che sono una cifra inferiore a quella che guadagnavo prima nella mia impresa. Io sto anche rinunciando a una parte di guadagni e lui lo sa. Per questo mi fa particolarmente male". Orellana aggiunge che Grillo "sta distruggendo il Movimento Cinque stelle. Ora non vale più che uno vale uno. C'è uno che vale più di tutti e poi ci siamo noi, e qui uno vale l'altro". Anche Lorenzo Battista, senatore M5S, aveva annunciato l'intenzione di dimettersi. "Sai che c'è? Vattene!" Tensione alle Stelle. Ti arriva un messaggio che dice: "Occhio, stanno implodendo". Clima sempre più teso tra i 5 stelle al Senato. Nel corso della riunione dei senatori è esplosa la tensione, al punto che dodici di senatori dissidenti ha deciso di andare via e la senatrice Alessandra Bencini è stata vista in lacrime. Lo scontro è avvenuto con il capogruppo, Maurizio Santangelo, quando la senatrice Serenella Fucksia ha chiesto di invalidare la congiunta di ieri sera (che ha dato il via libera alle quattro espulsioni) "non valida perché prima dovevano riunirsi i senatori". Alla richiesta si è aggiunto Lorenzo Battista, uno dei quattro nel mirino, che a Santangelo ha chiesto: "Chiama Grillo e digli che l'assemblea di ieri non era valida". Ma Santangelo ha risposto senza mezzi termini: "Sai che c'è? Vattene!". A quel punto, non solo Battista ma almeno altri 10 colleghi - tra i quali Bencini, Bignami, Bocchino, Campanella, Romani - sono andati via. Bencini in lacrime, Bignami visibilmente alterata e agitata. "E' successo qualcosa di molto grave - hanno raccontato in tanti - si tratta di metodi antidemocratici, brutali e violenti". Sul tavolo ci sono le dimissioni di almeno 6 senatori, "irrevocabili" dice una di loro "perché c'è un disagio troppo forte". E c'è chi dice che è un "domino organizzato: cade uno, cadranno in tanti". Con questi numeri, tra l'altro, i senatori fuoriusciti potrebbero formare un nuovo gruppo al Senato. A quanto si apprende, in realtà i ribelli pronti allo strappo sarebbero molti di più. "Dovevamo portare il cambiamento -lamenta una delle senatrici dimissionarie - invece stiamo usando metodi antidemocratici e brutali. Ma facciano attenzione - avverte - questo è un domino organizzato. Dieci? Occhio che potremmo essere molti di più".   Riunione Congiunta a Montecitorio. Con “dissidenti” che hanno chiesto di sospendere la riunione e hanno abbandonato la sala, per poi ripensarci perché non venissero dette "cose non vere”. Sono volati stracci all'assemblea congiunta dei gruppi 5 Stelle, a Montecitorio, che ha deciso per l'espulsione di quattro senatori messi all'indice da Beppe Grillo: Francesco Campanella, Luis Alberto Orellana, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista. Il tutto nella solita diretta streaming, come richiesto dagli “imputati”, finiti sotto accusa proprio per aver criticato il modo in cui il leader M5S ha gestito l'incontro in diretta streaming con il premier incaricato Matteo Renzi durante le consultazioni per la formazione della nuova squadra di governo. Ma dell'espulsione, a dire il vero, si parla ormai da mesi. I quattro senatori "ribelli" sono finiti nel mirino per i loro duri giudizi riservati a tutta la linea Grillo-Casaleggio, che hanno irritato non poco i cosiddetti “oltranzisti” del Movimento. L'esito della riunione – che doveva decidere se avviare o meno la procedura di espulsione come previsto dal codice di comportamento degli eletti M5S – era scontato. Campanella, Orellana, Bocchino e Battista sono stati espulsi. Ma la decisione dovrà adesso essere “ratificata” dal popolo dei grillini della Rete, al quale spetterà l'ultima parola con un nuovo referendum on-line. Si tratta del terzo cartellino rosso da quando il M5S è approdato in Parlamento: ad aprire la strada delle espulsioni Marino Mastrangelo, per le sue apparizioni tv quando la linea del Movimento era di non avere praticamente nessun contatto con i giornalisti, e Adele Gambaro, la senatrice “rea” di aver criticato duramente Grillo, domandandosi se il comico non fosse un problema per il Movimento. Ai 4 senatori era stato contestato di aver formato una corrente organizzata all'interno del Movimento, con costanti dichiarazioni di dissenso esternate alla stampa prima che al gruppo, danneggiando così l'immagine del M5S. Riccardo Nuti in assemblea ha accusato Campanella di avere addirittura un simbolo pronto per un nuovo movimento politico. Roberta Lombardi ha detto che “più che un atto di accusa, questa è una presa d'atto. Queste 4 persone da mesi chirurgicamente effettuano una copertura mediatica pro domo loro anteponendo la visibilità personale al Movimento”. Mentre solidarietà ai 4 è arrivata dal deputato Alessio Tacconi, che ha chiesto di unirsi a loro: “Io ho dato mia approvazione per firmare il comunicato incriminato” che mette sotto accusa i quattro dissidenti “per un errore il mio nome non c'era. Dovete considerare anche il mio nome, se ci sarà una votazione. I quattro senatori non hanno violato il regolamento, i reati sarebbero reato di opinione e lesa maestà”. Alla solidarietà di Tacconi, si aggiunge quella di altri 5 senatori, che sono pronti a dimettersi. Laura Bignami ha annunciato di voler presentare le sue dimissioni da parlamentare del Senato, dimissioni che ha già scritto e firmato. Anche il senatore pentastellato Maurizio Romani ha già pronte le sue dimissioni da componente dell'aula di Palazzo Madama. Stamattina i senatori contrari all'espulsione dal movimento di Grillo di 4 loro colleghi dissidenti si sono riuniti. Fra chi è in procinto di presentare le dimissioni a questo punto ci sarebbero gli stessi Orellana, Campanella, Battista, Bocchino. Sembra montare il fronte dei contrari all'espusione, che si starebbe muovendo per uscire dal Movimento. Secondo Roberto Cotti "Sono più di 30 i senatori pronti a difendere" Campanella e gli altri esponenti del Movimento 5 stelle indicati come dissidenti. E sono pronti a costituire un gruppo autonomo. Intanto i 4 interessati, mentre la Rete è chiamata a votare per la loro espulsione (il voto è fino alle 19), hanno affidato a un video sul web la loro versione dei fatti. Un video di 3 minuti e 16 secondi per dire che non c'è stata alcuna violazione del regolamento né del codice di comportamento, ma che si tratta di “un'operazione creata ad arte” costruita su “comunicati falsi”. I 4 rivendicano di aver rispettato le regole, di aver sempre restituito i soldi, di sentirsi parte del progetto del Movimento e di non pensare ad alleanze con altri partiti. Caustico Lorenzo Battista: "E anche se qualcuno di noi avesse detto una cazzata, è possibile che 4 vengano espulsi per reato di cazzata? E' normale? Se così allora quanti altri dovrebbero essere espulsi?"

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