Turiamoci il naso e diamogli «fiducia». Anche noi. Per com'è messo 'sto Paese non possiamo far altro che incrociare le dita e sperare che don Matteo dopo le prediche alle Camere razzoli bene dal suo nuovo ufficio. Fior di esperti di comunicazione e politologi di chiara fama si sono divisi sui contenuti dei suoi discorsi, sulle mani in tasca e il parlare a braccio, sulle battute tranchant e le telefonate a sorpresa modello Papa Francesco. Cresciuto in fretta a pane e politica, il ragazzo premier parla alla pancia della gente con un passo diverso rispetto ai tromboni di palazzo che con invidia l'hanno fatto a pezzi ironizzando sull'eloquio giovanile, la retorica dell'Erasmus, il libro dei sogni e le ritualità calpestate. Pur essendo tra color che son delusi da Matteo per aver detto una cosa e fatto l'esatto contrario, brigato a palazzo evitando le urne, utilizzato il Cencelli per spartirsi le sedie, eliminato un suo pari dopo averlo tranquillizzato, siamo obbligati a giocare con lui quest'ultima fiches. Renzi oggi può contare su un credito limitato per come si è comportato con Letta e per aver promesso la luna senza spiegarci come farà a regalarcela. Se farà anche un decimo delle cose pirotecniche in programma, avrà battimani sperticati. Se invece continuerà con «la supercazzola come fosse Antani» gli applausi scatteranno lo stesso, ma per gente come Letta e Bersani ieri inebriati dall’ovazione ricevuta da quanti stavano con loro e poi son passati con Renzi in attesa di tradire anche lui.
L’ultima fiches del ragazzo-premier
Turiamoci il naso e diamogli «fiducia». Anche noi. Per com'è messo 'sto Paese non possiamo far altro che incrociare le dita e sperare che don Matteo dopo le prediche alle Camere razzoli bene dal suo...