Politica

Partiti, privilegi e Fisco. Anche il premier si «grillizza»

Alberto Di Majoa.dimajo@iltempo.it La sintesi la fa Luigi Di Maio, ancor prima che il premier Renzi finisca il suo discorso. Il vicepresidente della Camera, fedelissimo di Grillo e Casaleggio,...

La sintesi la fa Luigi Di Maio, ancor prima che il premier Renzi finisca il suo discorso. Il vicepresidente della Camera, fedelissimo di Grillo e Casaleggio, scrive, ovviamente su Facebook: «Renzi in Senato elenca il programma del Movimento 5 Stelle. Lui come Letta ne parla. Noi intanto lo stiamo realizzando». Sarà anche ottimistica l’ultima valutazione di Di Maio (si riferisce al taglio degli stipendi, alla rinuncia dei rimborsi elettorali, alle proposte per diminuire le spese), ma che ieri Renzi si sia «grillizzato» è evidente. A partire dai continui riferimenti alle persone «normali» (dall’amico che ha perso il lavoro - «È Letta?» ha ironizzato il pentastellato Vito Crimi - ai professori, fino all’esempio dell’incidente stradale con la morte di un giovane). Sarà per la necessità di recuperare i voti che il comico genovese ha strappato al Partito democratico, fatto sta che Renzi ha ripercorso le orme di Beppe fin dall’inizio della sua scalata prima al Pd e poi a Palazzo Chigi. Il comico gli rimprovera addirittura di averlo copiato scegliendo il camper come principale mezzo per girare durante le campagne elettorali. Pochi giorni prima di diventare segretario dei Dem Renzi ha usato un’espressione inequivocabile. Disse, a proposito delle larghe intese: «Basta con gli inciuci». Una parola, inciucio, sdoganata da D’Alema ma portata al successo proprio da Beppe. La proposta più rilevante che Renzi ha ripreso dal programma a 5 Stelle è il «reddito di cittadinanza». Ma ieri, nel suo discorso ai senatori per avere la fiducia, Matteo ha lanciato un’altra idea, anche questa targata 5 Stelle. Il premier ha indicato tra le possibili misure fiscali l’invio on line delle dichiarazioni dei redditi pre-compilate a dipendenti pubblici e pensionati. L’obiettivo, ha detto Renzi, è far sentire che «il fisco non è più il tuo spauracchio, ma diventa una sorta di consulenza, far uscire dal pregiudizio i cittadini». Da mesi Grillo batte sulla necessità di un fisco «amico» e ripete che l’Agenzia delle Entrate dovrebbe compilare le dichiarazioni dei redditi degli imprenditori. A quel punto, però, ha sempre aggiunto il comico, nessuno potrebbe più controllare i bilanci delle aziende. Il «sindaco» ha posizioni «grilline» anche su amnistia e indulto. Tanto che proprio per questo ha avuto qualche tensione con il presidente Napolitano. Niente di simile alla guerra che il comico genovese ha dichiarato da tempo al Capo dello Stato. Su questo terreno, l’esperto Renzi è molto più prudente.

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