Politica

Caro Matteo sia governante di tutti e non di partito

di Riccardo RiccardiCaro Presidente Renzi, data la differenza di età potrei darLe familiarmente del Tu. Ora Lei è il nostro Presidente e debbo essere coerente con il mio stile, che rispetta chi è...

Caro Presidente Renzi, data la differenza di età potrei darLe familiarmente del Tu. Ora Lei è il nostro Presidente e debbo essere coerente con il mio stile, che rispetta chi è preposto al faticoso incarico di governo. I nostri concittadini sono ammalati di quella pericolosa malattia psicologica (così almeno io la definisco) che è la depressione. Noi siamo un popolo allegro, spensierato, spendaccione eppure risparmiatore. A differenza di uno Stato dissipatore grazie ad una congrega (non uso la parola casta) di arrivisti, arroganti, tromboni, boia senza accetta, ma grassatori e prevaricatori di cittadini disarmati ed indifesi. Il mostro è famelico pieno di dentoni mai stanchi e domi. Devono sempre masticare. Caro Presidente non sono io la persona che dispensa e si permette di darLe indicazioni. Lei, spero, però, abbia scelto persone alla altezza. Diffidi di tutti coloro pronti a salire sul suo carro solleciti a dare disinteressati consigli per Lei ma non per loro. Riguardo a me mi permetto di suggerire ai componenti il Governo due libri del grande Voltaire. Candide e il Trattato sulla Tolleranza. Se le casse dello Stato non potessero permettersi questa modesta spesa provvederò io stesso a farne un beneaugurante omaggio. Vale la pena di leggerli. Lei Presidente ha detto che metterà in atto cose semplici. È di questo che ha bisogno l’Italia. Il nostro popolo ne ha le tasche piene di proclami, di grida, di poteri forti, del cosiddetto governo delle banche e altre amenità. Che non fanno ridere ma piangere. I piatti sono desolatamente vuoti. I padri non hanno più lacrime osservando occhi sgranati dei figli che non capiscono come, all’improvviso, al «sodo» si sia sostituito il vuoto. Caro Presidente, La prego di non essere un governante di partito, ma di tutti. Lei ha le Sue idee, che possono anche non essere condivise. Ma le applichi senza condizionamenti. Abbiamo bisogno di azioni concrete, che non siano il risultato di defatiganti compromessi. Mi permetto un aneddoto che mi ripeteva un mio vecchio professore di matematica. Ascolta tutti, ma poi fai come gli arabi: quello che vuoi. Con deferenza.

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