I più duri, come prevedibile, sono stati i grillini. I senatori 5 Stelle si sono sciolti in grasse risate già durante l'intervento in Aula del presidente del Consiglio. E mentre Matteo Renzi pronunciava il suo discorso per chiedere la fiducia, Beppe Grillo ha dato il via alle danze sul suo profilo Twitter. Il cinguettio è stato impietoso: “Renzie rappresenta le banche e i poteri forti, è giovane ma allo stesso tempo vecchio. Non è credibile. #SfiduciamoRenzie”. Il premier si rivolge ai parlamentari del Pd e con sarcasmo dice: “Volevo ricordare ai senatori del mio partito che noi svolgiamo una funzione sociale nei confronti dei Cinque Stelle. Aiutiamoli, sono in difficoltà con la loro base: non è facile stare in un partito dove il capo dice 'non sono democratico'. Ma vi vogliamo bene lo stesso”. L'affondo lo lancia Paola Taverna. La senatrice M5S bolla il discorso di Matteo Renzi come “surreale”. “Ci sono sembrate surreali le posture, i sorrisetti, l'arroganza davanti a un Paese che voleva ascoltare un discorso di cambiamento - dice - rispetto alle cose dette da Renzi, Letta è sembrato un grande statista. Rileggeremo le cose dette dal presidente del Consiglio, ma francamente l'impressione che ci ha lasciato è sconcertante. Lo testimoniano gli applausi abbastanza freddi venuti dai banchi Pd. Forse anche loro si aspettavano qualcosa di più. Noi abbiamo sentito tanto populismo, demagogia e poca, poca concretezza”. La segue Nicola Morra: “Non puoi venire in aula e tentare di fregare due transfughi. Devi venire a parlare del Paese. Il governo Renzi è forse anche peggio del governo Letta”. Da Forza Italia, Altero Matteoli ha definito il discorso programmatico un “minestrone male assortito”. Per il senatore azzurro, si è trattato di “un intervento tutto giocato sulla demagogia, l’ilare e il banale, in perfetto stile con il personaggio”. Mentre Paolo Romani, capogruppo Fi al Senato, dice: “Chapeau sul fronte della comunicazione per Renzi, è un fuoriclasse. Ma sui contenuti ho sentito cose impossibili”. Fabrizio Cicchitto, del Nuovo Centrodestra, che sostiene il governo, ha detto che “un limite del discorso di Renzi è costituito dal fatto che non c’è l’esposizione compiuta dei vari aspetti del programma per cui il confronto nel merito è rinviato. Per altro verso però quello di Renzi per molti aspetti è un discorso stimolante perché è sotteso dallo sforzo di andare oltre le tradizionali contrapposizioni frontali fra il centrodestra e il centrosinistra". Sconcerto, invece, tra i Fratelli d'Italia e Sel. Giorgia Meloni ha parlato di “un fallimento totale, condito da una retorica imbarazzante. Un’arringa che avrebbe fatto furore la domenica pomeriggio al bar o al più durante un comizio elettorale”. Metafora che fa sua anche Nichi Vendola: “Sono spiazzato dallo stile inusuale di un discorso a braccio prevalentemente fatto di spot. Solo propaganda, senza analisi sui perché della crisi e del raddoppio della disoccupazione. La crisi viene vista come un evento naturale. Da Renzi una serie di frasi da conversazioni al bar”. Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, si limita a dire che “commentare un'ora di fumo e crauti non è facile”. Poi mette in circolazione un comunicato in tedesco per renderlo “immediatamente comprensibile al vero governo che controlla l'Italia: con il Cancelliere-premier Angela Merkel e i grandi banchieri di Bruxelles suoi ministri”. Nel comunicato si legge: “A proposito di euro, immigrazione e federalismo, dal signor Renzi solo un sacco di fumo. Un'ora e dieci sprecate”. Ma anche all'interno del Partito Democratico è montata l'onda della delusione per un discorso che è sembrato a molti più un comizio da sindaco che il programma di uno statista ambizioso. Il Pd voterà la fiducia, ma i bersaniani sono amareggiati. Paolo Corsini la mette così: “Renzi forse non ha capito la differenza tra un consiglio comunale e l'aula del Senato. Ha tenuto un piccolo comizio da modesto segretario di partito”. A questo si somma l'irritazione per la presenza di Federica Guidi (ministro allo Sviluppo economico) nel governo, sia per un potenziale conflitto di interessi, sia perché dietro la nomina potrebbe celarsi “un'intesa riservata” con Silvio Berlusconi, come ha detto esplicitamente Miguel Gotor.
Renzi delude anche il Pd, scontro con i 5 Stelle
I grillini parlano di un discorso "surreale". Sel e Fratelli d'Italia di "chiacchiere da bar". Ma c'è malumore anche tra i bersaniani: "Un piccolo discorso da sindaco"
