Programma di governo a colpi di Twitter. La formula piace tanto al premier che ieri di buon mattino, alla vigilia del voto di fiducia al Senato, si è scatenato sui social network lanciando pillole su quello che intende fare. Di buon mattino, il premier ha fatto un post su Twitter annunciando una domenica di lavoro «Non annunci spot, ma visione alta e concretezza da sindaci. Oggi con Graziano Delrio sui dossier. Metodo, metodo, metodo». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio non si è fatto cogliere impreparato e di lì a poco, parlando a «In mezz’ora» ha anticipato un paio di misure che dovrebbero entrare nell’agenda di governo: entro sei mesi la legge elettorale e aumento della tassazione sui Bot. No invece a una patrimoniale. Ma in serata palazzo Chigi ha smentito la possibilità di nuove imposizioni fiscali. Comunque ci risiamo con le tasse. La sorpresa è solo a metà giacchè l’aumento della pressione fiscale sulle rendite finanziarie è una vecchia idea dell’entourage di economisti ai quali fa riferimento Renzi. Sulle tasse il premier twitta un paio di battute. Dice che «come amministratore, le tasse le ho sempre ridotte». Però: «niente promesse». Renzi non si ferma qui e inonda il social network di battute. Sul tema giustizia garantisce che sul tavolo c'è «il lavoro preparato da Nicola Gratteri e dal suo team, uno dei dossier più interessanti». A chi gli ricorda l’impegno di tagliare la spesa pubblica utilizzando il lavoro del commissario Cottarelli per trovare risorse da destinare ai giovani e alle imprese dice che il «dossier è sul tavolo. Aspettiamo il giuramento del ministro dell’Economia Padoan e ci lavoriamo». Altra questione è lo stop ai decreti omnibus e la garanzia a un enforcement rapido delle decisioni. «Non so se è il primo punto del programma di governo», risponde il premier, «ma certo sì. Poi tutto si tiene - sottolinea Renzi - regolamenti parlamentari, riforme costituzionali, trasparenza». Sull'agenda digitale, garantisce, «gli italiani resteranno sorpresi». C’è il tempo anche per un paio di battute scherzose. A chi gli ricorda che in 2 (tra lui e Delrio) «avete 2 mogli e 12 figli! Pensate anche a loro», Renzi risponde: «È vero. Ottima riflessione. Aggiungo che Graziano in questo campo ha maggioranza e quorum anche da solo». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio è padre di ben 9 figli. Ma la prima di tutte le sfide, dice Renzi, è la lotta alla burocrazia. «È la madre di tutte le battaglie. Significa cambiare mentalità, tutti» twitta il premier. Infine rassicura sulla «trasparenza dei costi della politica». Tra un «cinguettio» e un altro, il premier riceve la telefonata del Cancelliere Angela Merkel. Al centro del colloquio le relazioni tra Italia e Germania, alla vigilia del vertice di Berlino del prossimo 17 marzo, e il comune impegno nel processo europeo. È un primo contatto. Il Cancelliere sta seguendo con grande attenzione le prime mosse del «rottamatore», è compiaciuta del dinamismo e della determinazione con cui Renzi vuole portare avanti le riforme ma vuole essere sicura che non ci saranno trasgressioni rispetto agli impegni europei. Intanto da Mario Draghi, presidente della Bce, arriva l’avvertimento: «l'Italia ha bisogno di stabilità e riforme». A chi a Sidney dove è in corso il G20, gli ha chiesto cosa dovrebbe fare il nuovo governo, Draghi ha risposto lapidario: «Si sa cosa deve essere fatto. Io stesso l'ho detto più volte, quando ero Governatore della Banca d'Italia. Perciò il problema non è cosa fare, ma farlo». L’ipotesi di aumentare la tassazione sui Bot ha scatenato la prevedibile polemica. «Le parole del sottosegretario Delrio destano più di una preoccupazione» commenta Mariastella Gelmini, vice presidente vicario di Forza Italia alla Camera. «Sarebbe forse il caso di conoscere le strategia complessiva di politica economica dell'esecutivo prima di fare annunci che hanno il solo scopo di allarmare i risparmiatori». E ricorda che «Forza Italia rimane contraria a qualsiasi aumento della pressione fiscale». Rincara la dose il senatore di Forza Italia Lucio Malan: «Si suppone che il suo intento sia quello di portare al 30% la tassa sugli interessi, ma a questo punto l'esborso per chi ha 100mila euro non sarebbe di 30 ma di 300 euro». Sulle barricate anche le associazioni dei consumatori. «Delirio forse non sa - afferma il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti - che i 100.000 euro di Bot, sono già doppiamente tassati, sia con una ritenuta del 12,5% sulle cedole, che con una patrimoniale mascherata dello 0,20 per mille sui bolli, che non ammontano a 25-30 euro ma a ben 200 euro l'anno oltre l'aliquota fiscale sul capital gain, che potrebbe ammontare ad ulteriori 250 euro posto un rendimento lordo del 2% su base annua».
Matteo prima twitta e poi tartassa
Premier al lavoro sul programma. In serata telefonata con la Merkel Delrio annuncia l’aumento dell’imposta sui Bot. Palazzo Chigi smentisce
