Il governo Renzi I ha giurato. Frasi di rito, poi foto. Sedici ministri in tutto, 8 uomini e 8 donne (sette delle quali mamme). Ben 4 membri dell'esecutivo fanno parte anche della segreteria del Pd. Sono 5 i ministri riconfermati, al loro secondo giuramento dopo quello avvenuto il 28 aprile scorso con Enrico Letta. Uno, Graziano Delrio, ha lasciato la poltrona di ministro per quella di Sottosegretario alla presidenza del Consiglio. A questi si aggiungono poi Roberta Pinotti, Maurizio Martina e Gian Luca Galletti, promossi da sottosegretari e viceministri a ministri della Difesa, dell'Agricoltura e dell'Ambiente. Insomma, 9 su 16 provengono dal precedente esecutivo. Praticamente un Letta bis. Che lunedì chiederà la fiducia al Senato e martedì alla Camera. Il primo a giurare è stato il premier. Presente la moglie Agnese (la First Lady, anche se lei non ama essere chiamata così) e i loro tre bambini Francesco, Emanuele ed Ester che hanno assistito dalla prima fila vestiti di bianco, rosso e verde. Dopo il premier Matteo Renzi, visibilmente emozionato, il primo ministro a prestare giuramento è stata Maria Elena Boschi, la più giovane (33 anni) componente del governo, in tailleur blu elettrico. Fra le curiosità, il pancione del ministro Marianna Madia (all'ottavo meso di gravidanza), in abito nero, mentre le altre donne dell'Esecutivo Maria Carmela Lanzetta, Federica Mogherini, Fderica Guidi, Stefania Giannini e Beatrice Lorenzin hanno optato per il tailleur-gonna o il tailleur-pantalone. Abito scuro per tutti gli otto uomini, Andrea Orlando e Maurizio Martina, cha hanno scelto di indossare la cravatta rossa. Assente (ma si sapeva) il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan trattenuto a Sidney. Dopo la foto il presidente della Repubblica, il premier e i ministri si sono trasferiti nella sala degli specchi per un brindisi augurale. La mattinata era iniziata con una sfilata a piedi per le vie del centro di Agnese con i bambini e con un tweet di ringraziamento di Renzi. Grazie per i messaggi. Compito tosto e difficile. Ma siamo l'Italia, ce la faremo. Un impegno: rimanere noi stessi, liberi e semplici. — Matteo Renzi (@matteorenzi) 22 Febbraio 2014 Letta. Arriva puntuale l'arrivederci di Enrico Letta. Lo fa via Twitter con un post. L'ex presidente del Consiglio dedica il suo mandato al brigadiere Giuseppe Giangrande e a sua figlia. Il carabiniere fu ferito davanti a Palazzo Chigi durante il giuramento del suo governo. Chigi,passaggio di consegne,l'ultimo di 300 giorni tutti difficili, #ladedicaèperGiangrande. Un abbraccio fortissimo a lui e a sua figlia. — Enrico Letta (@EnricoLetta) 22 Febbraio 2014 Poi, dopo un gelido passaggio di consegne con Matteo Renzi (QUI IL VIDEO) un altro Tweet: Lascio#Chigi.Grazie Napolitano e tutti quelli che mi hanno sostentuto! Ora uno stacco via da Roma per prendere le migliori decisioni.#Futuro — Enrico Letta (@EnricoLetta) 22 Febbraio 2014 Il parroco. "Sono certamente contento che Matteo sia il nuovo presidente del Consiglio e in questa circostanza formulo una particolare preghiera per lui, perché possa fare il bene della nostra amata Italia". Questo è il commento di don Luciano Santini, il suo parroco, che benedice l'investitura. Il sacerdote, titolare delle parrocchie di San Giovanni Gualberto e San Michele Arcangelo di Pontassieve, a una trentina di chilometri da Firenze, non ha potuto seguire la cerimonia di giuramento al Quirinale, in diretta televisiva. Anche lui è a Roma, ma presente in Vaticano, in piazza San San Pietro, per la cerimonia del Concistoro. "Anche da questa santa piazza rivolgo la mia preghiera per Renzi e per l'Italia", ha aggiunto il parroco del neo premier. Vicinanza spirituale è stata espressa a Renzi anche da Don Giovanni Sassolini, parroco della chiesa della Collegiata di Figline Valdarno (Firenze), il sacerdote che lo ha seguito tra i 5 e i 16 anni quando era parroco di Rignano sull'Arno, dove Matteo è nato. "Gli sono spiritualmente vicino con la preghiera, ben conoscendolo da tempo ed oggi che lui è un piccolo e grande testimone della fede cattolica mi auguro che possa dimostrarlo anche nella sua azione di governo". Le telefonate internazionali. Dopo il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera alla nomina di Graziano Delrio a sottosegretario alla presidenza del Consiglio Renzi è uscito a pranzo con la famiglia per poi rimettersi al lavoro nel pomeriggio. La giornata è stata segnata anche dalle prime telefonate con i leader internazionali tra questi il presidente francese François Hollande, che lo ha invitato a Parigi, e il premier belga Elio Di Rupo. In serata, poi, la telefonata di Barack Obama che, "a nome del popolo americano, si è congratulato caldamente con il primo ministro Matteo Renzi e il nuovo governo italiano in occasione del loro giuramento. Gli Stati Uniti e l'Italia condividono un'amicizia duratura e il presidente intende lavorare a stretto contatto con il primo ministro Renzi e il presidente Napolitano poiché i nostri due Paesi vogliono promuovere insieme la creazione di posti di lavoro e le opportunità economiche su entrambe le sponde dell'Atlantico e affrontare le complesse sfide per la sicurezza". Telegramma di auguri, invece, dal presidente russo Vladimir Putin che ha auspicato la possibilità di "ampliare la cooperazione" tra i due Paesi.
Il governo Renzi I ha giurato
Si svolgono al Quirinale frasi di rito e fotografie. Letta dedica il suo mandato a Giuseppe Giangrande ferito proprio il giorno del suo insediamento
